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Un mese dal GRANFONDO CAMPAGNOLO ROMA 2015. Ecco le impressioni di Gianluca Santilli, presidente del Comitato Organizzatore

Un mese fa a Roma 5200 ciclisti hanno partecipato alla quarta edizione della Granfondo Campagnolo Roma che si è sviluppata su un progetto rivolto ad ogni tipo di ciclista; dagli agonisti alle famiglie ai bambini con ogni tipo di bicicletta...

Un mese fa a Roma 5200 ciclisti hanno partecipato alla quarta edizione della Granfondo Campagnolo Roma che si è sviluppata su un progetto rivolto ad ogni tipo di ciclista; dagli agonisti alle famiglie ai bambini con ogni tipo di bicicletta. Un'edizione che ha riscosso un grandissimo successo. Ne abbiamo parlato con Gianluca Santilli, presidente del Comitato Organizzatore.

Dott. Santilli, è trascorso un mese dalla Granfondo Campagnolo Roma 2015. Qual è l'emozione più viva che le rimane ancora dentro?

I tanti sorrisi dei partecipanti e la bellissima atmosfera che si è respirata per 3 giorni al Villaggio, pieno di gente e soprattutto di famiglie.

Se dovesse darsi un voto, quale assegnerebbe a lei e all'organizzazione dell'evento?

Non sta certo a me darmi voti, però la più importante rivista del settore ci ha dato un 8 che ci gratifica molto. L'organizzazione ed io lo abbassiamo a 7 perché non si deve mai pensare di aver raggiunto il massimo e infatti ci siamo già rimboccati le maniche per provare a migliorare ancora.

Dell'ultima edizione, cosa non avrebbe inserito e cosa rimpiange di non aver fatto?

Lo saprete vivendo la prossima edizione...

Dal 2012 al 2015 cosa è cambiato in meglio e cosa in peggio della Granfondo Campagnolo Roma?

In peggio onestamente credo poco, salvo forse l'abbandono del percorso lungo, sacrificio necessario per godere di un percorso comunque unico, bello e tecnico, interamente chiuso al traffico che penso sia la soluzione ideale; in meglio direi la consapevolezza che a Roma un grande evento internazionale di ciclismo si possa realizzare.

Da una gara con due percorsi a tre eventi con caratteristiche complementari; la strada che lei ha intrapreso in questi anni è molto ambiziosa. In realtà a quale utente si rivolge l'evento capitolino?

GF Campagnolo Roma è nata con la finalità di essere anche un laboratorio di sperimentazione e con l'ambizione di approcciare tutti i ciclisti che non sono certo solo i granfondisti ma anche i neofiti, i ragazzi, i ciclisti per caso, gli amanti della storia della bicicletta, ecc.: i 3 eventi vanno in questo senso e pensiamo di essere sulla strada giusta. Quest'anno abbiamo stretto una partnership con Bikeness, una app dalle enormi potenzialità rivolta davvero a tutti i ciclisti ed in particolare a quelli non assillati dalla logica della performance. Consiglio a tutti di caricarla sullo smartphone.

Oltre a Roma, con una prima parte dedicata al centro storico, la Granfondo Campagnolo Roma ha reso omaggio alla passione ed all'amore per la bici che si vive ai Castelli Romani. Che sviluppi prevede in futuro?

GF Campagnolo Roma vuole favorire la promozione e lo sviluppo della ciclomobilità urbana e del cicloturismo. Ci siamo ostinati ad attraversare un'area complessa e densa di traffico come quella dei Castelli Romani perché ha potenzialità uniche, non solo in Italia, per diventare un centro internazionale del cicloturismo. Da una iniziale diffidenza che sfociava quasi nella ostilità, in soli 4 anni abbiamo favorito i presupposti di un progetto denominato In Bici ai Castelli, come la nostra ciclopedalata, al quale stiamo lavorando con i Comuni interessati. Sono convinto che ne uscirà qualcosa di molto positivo per l'economia turistica di quell'area.

La rivista più importante del settore l'ha proposta addirittura quale sindaco di Roma visto che lei è riuscito ad ottenere una totale chiusura del traffico automobilistico per tutti i partecipanti. Si candiderà davvero?

Non scherziamo. La rivista n questione credo abbia simpaticamente ripreso alcuni post scherzosi apparsi sui social network, scritti da chi ha evidentemente apprezzato i nostri sforzi e la credibilità acquisita, in pochissimo tempo, nei confronti delle Istituzioni, che ci hanno garantito una corsa interamente chiusa al traffico, il che è oggettivamente un traguardo molto importante per un evento così complesso, considerato soprattutto dove si svolge.

La Granfondo Campagnolo Roma è divenuto, dopo sole 4 edizioni, uno degli appuntamenti sportivi cardine della capitale. Qual è il traguardo successivo?

Ci piacerebbe influenzare le abitudini dei romani e la sensibilità di chi li governa a favore della bicicletta. Come le grandi maratone di corsa nelle più importanti metropoli del mondo hanno favorito lo sviluppo del running, le maratone ciclistiche metropolitane dovranno far pedalare i cittadini. E ricordiamo che la corsa è sport mentre il ciclismo è anche un modo per muoversi in modo sano, veloce ed economico. Se lo hanno capito gli amministratori e i cittadini delle più grandi metropoli del mondo, anche a Roma lo capiremo. A noi il compito di aiutare la velocizzazione di questo processo.

Granfondo Campagnolo Roma è tra i fondatori di World Association of Cycling Events (WACE) insieme a RideLondon, TD Five Boro Bike Tour (New York), Cape Town Cycle Event, Etape du Tour (France) e Vatternrundan (Sweden), 6 eventi di risonanza mondiale da far girare la testa. Che fenomeno registra nel mondo amatoriale internazionale?

Ho pedalato in tantissime granfondo italiane e la curiosità mi ha spinto a partecipare anche ad alcune tra quelle più importanti organizzate nel mondo. Ne ho tratto la convinzione che mentre in Italia ci si è un po' fermati, offrendo un prodotto a mio avviso da rinnovare, all'estero nelle granfondo ci si diverte molto, si pedala in un clima festoso, grazie ad eventi la cui finalità principale è quella di far sentire ogni singolo partecipante protagonista, a prescindere da ogni tipologia di prestazione ed approccio.

Torniamo in territorio romano; può anticipare già qualche novità della prossima edizione?

Naturalmente no! ma ce ne saranno, come sempre d'altronde.

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