Valmontone, al cinema "Toto" arriva l'ufficiale giudiziario ma lo "sfratto" è rinviato a giovedì prossimo

Mobilitati Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale per lo "sfratto" o meglio per il ritorno al possesso come affidatario dell’ex cinema all’aperto di proprietà del Comune di Valmontone al sig.  Luigi Mattei dopo la sentenza della Corte di...

 

Mobilitati Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale per lo "sfratto" o meglio per il ritorno al possesso come affidatario dell’ex cinema all’aperto di proprietà del Comune di Valmontone al sig. Luigi Mattei dopo la sentenza della Corte di Appello della settimana scorsa.

La storia del cinema Valle (oggi Totò) è abbastanza complessa e non è facile da spiegare dopo 12 anni di lunghi processi anche perché è coinvolta la Banca Nazionale del Lavoro, il Comune di Valmontone che acquistò l'immobile all'asta fallimentare con il sindaco Angelo Miele per 600 milioni di vecchie lire ed appunto il privato. Oggi, inoltre, l'edificio necessita di una ristrutturazione completa, ma l’amministrazione Comunale non può muoversi come dovrebbe, perché l’ex gestore ed ex proprietario del terreno, a seguito della sentenza della Corte di Appello di Roma vuole tenerne, comunque, la gestione. Comunque sia, sta di fatto che questa mattina, si sono presentate verso le 9 davanti l'ingresso di via G. Matteotti, in pieno centro urbano a Valmontone, i rappresentanti delle forze dell'ordine, l’ufficiale giudiziario del Tribunale di velletri, insieme al fabbro che era pronto ad entrare in azion. Tra gli avvocati delle parti è nato un conciliabolo, anche perché l’ufficiale giudiziario ha espresso delle perplessità in merito ed ha chiesto alle parti un breve rinvio fino a giovedì mattina, che è stato ottenuto, anche se in un primo momento l’avvocato di Mattei era contrario. Per vedere come finirà si deve attendere giovedì mattina, dopo che l’ufficiale Giudiziario ha risentito, di nuovo, il giudice e quindi saprà come comportarsi, nonostante una sentenza esecutiva, in attesa di appello alla Cassazione e nonostante l'ordinanza del comune (anche questa di qualche giorno fa) che ha dichiarato i locali inagibili.

Giancarlo Flavi (foto e servizio)

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