Roma,un edicola abbassa la saracinesca "chiuso per felicità"

«Chiuso per felicità». In un sabato romano bollente, al centro del centro della Città Eterna fra cantieri a cielo aperto, traffico impazzito, cortei in movimento e turisti con infradito e sanpietrini ai piedi, appare lui.

«Chiuso per felicità». In un sabato romano bollente, al centro del centro della Città Eterna fra cantieri a cielo aperto, traffico impazzito, cortei in movimento e turisti con infradito e sanpietrini ai piedi, appare lui.

Un cartello semplice, un foglio A4 con tre parole stampate circondate da una piccola corolla di fiori. E sopra la data evidenziata a mano con il pennarello nero: 28/29/2016, il mese, maggio, è stato aggiunto dopo.

Due giornate evidentemente molto importanti per far abbassare la saracinesca in maniera così “ferma”, serrata senza ombra di ripensamenti alcuni, all’edicolante di vicolo Doria, a piazza Venezia.

In questo vicoletto che sbuca sull’inizio di via del Plebiscito e si apre sulla piazza più famosa di Roma (in questi giorni sventrata da lavori stradali che la rendono un vero cul de sac urbano) Paolo ci sta da un quarantina d’anni. Ma oggi e domani no. Niente quotidiani né settimanali gossip, niente figurine e biglietti dell’autobus. Ci sono cose più importanti a cui pensare: le nozze della figlia, Sara. Che si sposa stasera con il suo amato fidanzato.

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«Una bella ragazza, non avrà più di 27, 28 anni –commenta uno dei camerieri del Caffè Napoleon, il bar che sta proprio lì davanti al giornalaio-. Sono andati in Abruzzo, la loro terra d’origine credo. E lui dovrebbe riaprire lunedì. Era così contento, emozionato mentre ieri mi mostrava quel cartello. Non vedeva l’ora di attaccarlo”. Quando si dice al cuor (di un papà) non si comanda. Neanche al centro della Capitale d'Italia.

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