S.Elia, l'omaggio della Polizia Locale al vigile eroe che cercava discariche tossiche nella 'Terra dei fuochi'

Una delegazione del paese presente ad Acerra dove si è svolta la cerimonia di commemorazione in onore di Michele Liguori, stroncato da un male incurabile e che per anni ha lottato contro la camorra e contro un sistema che ha fatto ammalare migliaia di persone innocenti

Michele Liguori

Hanno ricordato un collega eroe morto per aver lottato contro l'inquinamento killer. C'erano anche gli agenti della Polizia Locale di Sant'Elia Fiumerapido, con il comandante Danio Volante, alla cerimonia che si è svolta in onore di Michele Liguori, il vigile urbano di Acerra, in provincia di Napoli, per anni ha combattuto contro lo smaltimento illecito di materiale tossico per mano della Camorra. La delegazione della cittadina del Cassinate, dove esiste un alto tasso di mortalità provocato da tumori, era in prima fila accanto a quella dei Comune arrivati da ogni parte d'Italia: da Modica in Sicilia a Mantova. La commemorazione organizzata dal gruppo Facebook 'Il fuori coro' si è svolta nella chiesa di Sant'Alfonso Maria De Liguori ad Acerra. La funzione, officiata dal vescovo Antonio Di Donna, ha avuto momenti di grande commozione. Il sindaco della città campana, Geremia Biancardi e il comandante della Polizia Locale, Luigi Maiello, in un incontro organizzato nel pomeriggio, hanno ricordato la figura di Michele con la decisione di intitolare a quest'uomo generoso e caparbio, la sede Comando della Polizia Locale. 

La storia di Michele Liguori

Un eroe silenzioso e modesto, un uomo che rifuggiva la mondanità delle cronache preferendo la tranquillità della famiglia, questo è stato Michele Liguori del Comando di Acerra, meglio conosciuto come il "vigile della terra dei fuochi". "Questo nostro collega, ha tutto il diritto di essere posto tra i nomi dei grandi condottieri e dei grandi generali perché, alla stregua di questi - spiegano gli adenti al gruppo facebook 'il fuori coro' -, ha combattuto una guerra quotidiana, su campi di battaglia diversi e senza mai cedere dai suoi propositi. Ha combattuto Michele, pur sapendo che la lotta era impari, ben conoscendo che il nemico era nascosto tra le zolle della terra che lui esplorava e tra le pieghe del tessuto sociale nel quale viveva ed operava".

La missione quotidiana del vigile eroe

Michele Liguori quotidianamente "frugava" nella terra avvelenata da rifiuti tossici e da scarti di lavorazioni chimiche interrati da speculatori senza scrupoli, scavava nella terra cosparsa da rifiuti più o meno definiti "comuni" e tra l'amianto abbandonato ed i fumi dei copertoni ai quali qualcuno appiccava il fuoco. Perché lo faceva? Perché tanto zelo quando avrebbe potuto mettere la testa sotto la sabbia ed occuparsi di altro senza mettere a rischio la salute e la sicurezza sua e dei suoi cari? La risposta la troviamo nell'acre odore di gomma bruciata, nel tanfo mefitico che la terra esalava, nelle falde acquifere che venivano contagiate dalla "peste" chimica e dall'odore del denaro che manovrava e manovra ancora burattini e burattinai colpevoli di questo disastro ecologico ed ambientale. Michele Liguori, lottava contro questo sistema e contro gli uomini che lo componevano; lottava come un antico cavaliere, senza orifiamme al vento e senza scintillante armatura che però aveva dalla sua parte come alleati, la consapevolezza che vivere in una terra avvelenata, non avvelenava soltanto lui, ma anche tutti coloro che su quella terra lavoravano e vivevano: coltivatori, allevatori, uomini e donne, bambini. Una terra ricca, generosa e fertile, tanto che i Romani l'avevano battezzata Campania Felix ma che secoli dopo è scenario solo di desolazione e di incendi appiccati a cumuli di rifiuti che sprigionano tossine che non danno scampo, di colture che crescono su terreni "minati" dal veleno e morti causate da tutto questo scempio. 

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