San Cesareo, i cittadini si infuriano e il sindaco ferma i lavori del forno crematorio

“I lavori verranno sospesi” annuncia il sindaco Pietro Pietro. Questa è stata la dichiarazione del consiglio comunale svolto oggi, 12 aprile, nella piazzetta del municipio di San Cesareo. “Abbiamo concordato con tutti i consiglieri di...

 

“I lavori verranno sospesi” annuncia il sindaco Pietro Pietro. Questa è stata la dichiarazione del consiglio comunale svolto oggi, 12 aprile, nella piazzetta del municipio di San Cesareo. “Abbiamo concordato con tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza, di fare un tavolo per trattare la misura necessaria al fine di non far aprire il forno” La popolazione di San Cesareo si è infiammata ed è tornata in massa al municipio, dopo la manifestazione svolta la settimana scorsa, per dire con forza “No ai forni crematori”. La folla chiede un confronto diretto con il consiglio ma Dario Pasqualino afferma: “Abbiamo chiesto di portare l’assemblea fuori dall’aula consiliare del municipio, ma il presidenteha comunicato che il consiglio aperto non è un’assemblea”. Dopo svariati tentativi, il sindaco e il consiglio si convincono a trasferirsi fuori. A parlare, oltre a loro, ci sono i cittadini con domande che riguardano non solo il forno crematorio ma anche il bitumificio, a cui risponde l’assessore all’ambiente che assicura controlli periodici sulle emissioni. Proposto dal comitato contro il forno crematorio, si fa avanti un tecnico, il professor Andretta, che commenta: “a questo punto la questione si sposta su un ambito tecnico-amministrativo complicato, poiché qui a San Cesareo la situazione è un po’ diversa da Rocca Priora: nel senso che in quest’ultima la scelta deve essere ancora fatta, mentre a San Cesareo ci sono una serie di autorizzazioni, impegni presi dall’amministrazione, anche di tipo economico, al quale bisogna rispondere”. Incalzato, infine, dalle domande dei cittadini il professore ammette che bitumificioe forno crematorio sono cancerogeni. Al termine di questa assemblea, Tiziana Bernardini, voce del comitato contro il forno crematorio di San Cesareo, si dice soddisfatta e contenta dell’impegno pubblico del sindaco e, soprattutto, della partecipazione dei cittadini che spera continueranno ad essere attivi. Anche Concetta Vacca, del gruppo politico “La Voce” di Rocca Priora, dà ragione ai cittadini, chiedendo più controlli su ogni forma d’inquinamento: dai forni crematori, passando per i bidumifici, fino ad arrivare alle terre agricole. Ricordando la sua terra d’origine, la Campania, Vacca spiega che un pentito dei Casalesi ha rivelato come la camorra abbia sotterrato vari fusti altamente tossici, a 18 metri dalla superficie, non fermandosi alla terra dei fuochi ma spingendosi fino al basso Lazio; non avendo la certezza di quanto basso sia. Sabrina Giusti (servizio, foto e video) Di seguito la nota stampa dell'amministrazione comunale Si è svolta ieri una movimentata seduta del Consiglio comunale convocata in adunanza aperta per discutere della questione sollevata dal Comitato di cittadini che si oppone alla realizzazione del forno crematorio previsto presso il cimitero comunale di Colle Marcelli. L’amministrazione ha accettato di svolgere i lavori consiliari nel piazzale dell’Autonomia per consentire a tutti gli intervenuti di ascoltare il dibattito. Hanno preso la parola il sindaco Pietro Panzironi, l’assessore all’ambiente Massimo Mattogno ed alcuni cittadini aderenti al comitato che hanno esternato le proprie preoccupazioni sull’impatto ambientale del costruendo impianto. L’Assessore Mattogno, rammaricatosi per non aver potuto spiegare oggi la cronistoria della vicenda, ha garantito il suo impegno a sollecitare periodicamente l’Arpa per effettuare controlli periodici su emissioni in area e campi elettromagnetici. Ha preso la parola anche un tecnico invitato dal Comitato che ha confermato l’importanza e la necessità di serrati controlli e monitoraggi su tali tipologie di impianti. L’amministrazione ha, quindi, rassicurato il Comitato sul fatto che saranno intraprese tutte le azioni necessarie a garantire la tutela ambientale e la salute dei cittadini, impegnandosi contestualmente a richiedere al concessionario la sospensione dell’iter dei lavori di realizzazione dell’impianto crematorio, che è già munito di tutte le autorizzazioni del caso, trattandosi di un intervento già deciso ed approvato nel 2007. Prevista anche l’istituzione di una commissione consiliare che vaglierà tutta la questione e dovrà chiarire gli aspetti di criticità sollevati. “Oggi l’Amministrazione – dichiara ilsindaco Pietro Panzironi – ha dimostrato una immediata attenzione alla questione sollevata, ascoltando e prendendo in considerazione le istanze del Comitato, perché è sempre giusto instaurare un canale di dialogo costruttivo e tranquillizzare chi manifesta le proprie giuste preoccupazioni. Sappiamo che anche in altre città dove si stanno per realizzare impianti crematori, sempre più richiesti dall’utenza, sorgono proteste che spesso nascono, purtroppo, da disinformazione e strumentalizzazioni. E’ allora nostro compito spiegare, chiarire e mettere a disposizione di chi ha manifestato forti preoccupazioni, e paventato pericoli per la salute pubblica, esperti ambientali e rappresentanti degli organi sovracomunali deputati ad effettuare i controlli sulle emissioni. Ciò che lascia amareggiati è, però, l’atteggiamento di alcuni manifestanti che durante l’incontro hanno continuato a lanciare offese e volgari epiteti di ogni tipo verso chi ha accolto di discutere una tematica così importante. Purtroppo è stata vandalizzata sia la mia autovettura che quella del Segretario Generale e, quindi, verrà sporta denuncia contro questi gesti vigliacchi. Ringrazio i tanti che hanno subito preso le distanze da tali beceri comportamenti. Mi rivolgo allora a chi ha veramente un interesse costruttivo e sereno, chiedendo di isolare chi attraverso forme di violenza verbale o di fatto finisce per gettare discredito su questa legittima e democratica protesta, e ne sminuisce - inevitabilmente - il suo valore. Colgo l’occasione per ringraziare vivamente polizia, carabinieri e polizia locale che con encomiabile impegno hanno vigilato sull’ordine pubblico”

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