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San Cesareo, i genitori dei bimbi disabili scrivono al sindaco; non cambiateci l'insegnate di sostegno

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Caro sindaco, cari genitori, stimata preside e insegnanti, gentile dottoressa Ferretti, coordinatrice e presidente cooperativa, abbiamo preparato un discorso, ragionato affinchè potessimo trasmettere in modo molto chiaro...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Caro sindaco, cari genitori, stimata preside e insegnanti, gentile dottoressa Ferretti, coordinatrice e presidente cooperativa, abbiamo preparato un discorso, ragionato affinchè potessimo trasmettere in modo molto chiaro il nostro pensiero di genitori di bambini con necessità speciali.

Premessa I nostri figli non sono ore, non sono contratti, non sono voci di bilancio, non sono regolamenti, né disciplinari, non sono solo burocrazia. I nostri figli non sono numeri. I nostri figli sono appunto bambini con necessità speciali e non possono essere considerati solo da quanto premesso.

Le linee guida ministeriali sull' integrazione scolastica recitano: L' integrazione scolastica dei bambini disabili o con disabilità speciali è un processo irreversibile e proprio per questo non possono adagiarsi su pratiche disimpegnate che svuotano il senso pedagogico, culturale e sociale dell' integrazione trasformandola da un processo di crescita per gli alunni con disabilità a una procedura solamente attenta alla correttezza formale degli adempimenti burocratici. Crescere, tuttavia, è un avvenimento individuale che affonda le radici nei rapporti con gli altri, in particolar modo nei bambini disabili o con necessità speciali. La scuola è una comunità educante che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e pedagogiche tali da consentire il massimo sviluppo. Tutto ciò viene meno se piuttosto che utilizzare il buon senso ci si attacca a problemi contrattuali, sostituzioni senza che le famiglie, la scuola o le figure di riferimento del caso vengano messe al corrente in tempi idonei affinchè , in collaborazione, si valutino i casi specifici.

Quando si parla del servizio, evidentemente parliamo lingue diverse con i nostri interlocutori. Noi genitori parliamo di integrazione e continuità educativa e didattica includendo nel concetto anche la garanzia di continuità con lo stesso operatore, che quasi sempre diventa una figura di riferimento indispensabile non solo per i nostri figli, ma anche per i compagni di classe. Comune e cooperativa si limitano a considerare la continuità del servizio anche di fronte a cambi di operatore senza criterio, non pensando alle necessità specifiche degli alunni in questione che vengano semplicemente considerati ore da coprire. Noi genitori e spesso anche la scuola non veniamo considerati nelle scelte, spesso veniamo a conoscenza di certi atteggiamenti a nostro avviso dannosi per i nostri figli e classi coinvolte quando ormai le cose sono decise. Ci risulta che non dovrebbe funzionare così e che così operando il Comune viene meno a uno dei propri compiti come garante della qualità di un servizio così delicato. Stiamo parlando di bambini e ragazzi in difficoltà, nel caso ce ne fossimo dimenticati.

Potremmo in questo discorso citare tante norme sui diritti umani, sull' integrazione, sulla continuità educativa e didattica , ricorsi vinti dai genitori per garantire i diritti dei propri figli, ma non lo faremo in questa sede. Ricordiamo a questa amministrazione solo la sentenza n.3104 del Consiglio di Stato del 20 maggio 2009 che prevede per l'alunno disabile grave, al fine di evitare una regressione comportamentale per i reiterati cambiamenti delle figure di riferimento, la possibilità di ottenere un educatore scelto dalla famiglia, che garantisca continuità didattica, a carico del Comune. Siamo qui anche a denunciare il caso dell' operatrice T. L. , conosciuta e stimata da anni per la sua professionalità sia dalla scuola che dalle famiglie. Nonostante questo e nonostante non risultino motivazioni pedagogiche valide, disservizi o mancanze da parte di questa operatrice, la stessa verrà a breve allontanata a metà anno scolastico, con modalità decisamente discutibili. T. L. segue a tutt'oggi due bambini in due classi diverse, uno dei due è iscritto alla quinta primaria, un anno ancor più importante di altri per il passaggio alla scuola secondaria, il secondo bambino frequenta la prima elementare, ha già subito un cambio dell'insegnante di sostegno, dimostra tuttora molta sofferenza per la mancanza della scuola in cui vorrebbe tornare.

Questi due alunni hanno esigenze molto particolari e l'operatrice ha svolto fino ad ora un ottimo lavoro, come testimoniano anche le due lettere delle insegnanti dei team delle classi in questione, sostenute anche dalla raccolta firme dei genitori. Il suo licenziamento a questo punto dell'anno scolastico creerà sicuramente conseguenze e rischia di distruggere nei mesi a venire un lavoro portato avanti per mesi e anni. Nessuno sembra aver pensato a questi bambini tra chi eroga "materialmente" il servizio e chi dovrebbe essere il garante delle finalità educative dello stesso, responsabile ultimo nei confronti dell' utenza. Non intendiamo accettare questa situazione e questo ennesimo episodio , ricordiamo che è almeno la terza operatrice che lascia ad anno scolastico in corso per motivazioni che nulla hanno a che vedere con i bisogni educativi dei nostri figli. Chiediamo in questa sede al sindaco e all' amministrazione comunale di farsi garanti di un servizio pagato con soldi pubblici, di utilizzare il diritto-dovere di controllo in qualità di organo committente ed ente competente a garantire le previsioni della legge 104/92. Diversamente ci vedremo costretti a considerare ulteriori misure e azioni a tutela dei diritti dei nostri figli, non ultime le vie legali. Sull' integrazione e sull' inclusione scolastica non siamo disposti a fare nessun passo indietro, si rassegni chi cerca di alimentare con atteggiamenti arroganti e scorretti un clima di tensione che sposta l'attenzione da quelle che sono le nostre priorità: i nostri figli.

Chiediamo che T. L. venga immediatamente reintegrata nel servizio su entrambi i bambini evitando a loro e alle loro famiglie ulteriori disagi e danni che metteremo in conto. Non abbiamo desiderio né tempo né voglia di continuare a sbattere contro muri di gomma. Non vogliamo incattivirci e dover mettere in atto situazioni eclatanti, ma se sarà necessario verrà fatto anche questo. Noi preferiremmo che prevalesse il buon senso nell'interesse dei nostri figli, dei loro compagni e di tutte le persone che operano a scuola. Chiediamo all' amministrazione comunale e alla cooperativa di pensare in primis agli alunni e alla loro integrazione e inclusione scolastica, motivo per il quale questo servizio esiste. I nostri figli sono una risorsa per l'intera comunità: oltre a educare i compagni al rispetto delle differenze, sono gli unici imprenditori che creano posti di lavoro senza ricavarne un vantaggio economico in cambio. Oltre ai loro diritti noi abbiamo sempre tutelato anche quei posti di lavoro? e non abbiamo altro da aggiungere in merito.

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