San Cesareo, maestra spruzza spray orticante in classe. 10 bambini intossicati. Lei si difende: “non sapevo cosa contenesse”

Una storia che ha veramente dell’assurdo quella che ha come protagonista la maestra di sostegno della quinta elementare della scuola E. Giannuzzi di San Cesareo in via dei Cedri. Mercoledì

San Cesareo, maestra spruzza spray orticante in classe. 10 bambini intossicati. Lei si difende: “non sapevo cosa contenesse”

Una storia che ha veramente dell’assurdo quella che ha come protagonista la maestra di sostegno della quinta elementare della scuola E. Giannuzzi di San Cesareo in via dei Cedri. Mercoledì

pomeriggio verso le 15 e 30 non si sa bene per quale motivo ma forse per far calmare gli animi dei bimbi presenti, la donna ha spruzzato in aria con una bomboletta (in foto) uno spray urticante contenente miscela di acqua e sostanze chimiche. Subito dopo i bimbi hanno iniziato a sentirsi male ed una decina sono stati trasportati dai loro genitori al pronto soccorso a Palestrina mentre due (uno dei quali allergico) sono stati portati dall’ambulanza che era stata chiamata dagli altri genitori. Una situazione veramente assurda che ha provocato il panico nella cittadina casilina con i genitori inferociti che sono andati dai carabinieri e dal dirigente scolastico per protestare. Passata la paura l’insegnante, ancora molto scossa, si è giustificata dicendo di non sapere cosa contenesse la bottiglietta che aveva trovato in una scatola di giochi di carnevale e portata in caserma è stata ascoltata dai carabinieri e denunciata per lesioni personali ed uso improprio di oggetto atto ad offendere. Da giovedì la donna non si è prsentata a lavoro. Sulla vicenda sta indagando la magistratura.

Di seguito la rettifica integrale dell'avvocato che difende la maestra:

Facendo seguito alla precedente comunicazione, in nome e per conto della Sig.ra G. F. a rettifica della notizia pubblicata, espongo quanto segue:

La bomboletta veniva portata a scuola dall'insegnante nel convincimento che fosse un oggetto a carattere ludico, in quanto rinvenuta all'interno di uno scatolone contenente oggetti di quella natura (mascherine e altri oggetti carnevaleschi);

veniva portata come "diversivo", ovviamente credendola innocua, per distrarre un bambino con risaputi problemi comportamentali;

il reale contenuto dell'oggetto veniva ignorato in quanto riporta scritte in sola lingua straniera;

la foto pubblicata non corrisponde alla bomboletta sequestrata. Tanto dovevo, con i migliori saluti

Avv. Micaela Chiriaco

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