San Cesareo, presentato il primo centro per i cani malati di leishmaniosi alla fattoria di Tobia

Ieri, martedì 19 aprile 2016, è stato ufficialmente presentato alla stampa il progetto “Leishmania Center”, primo in Italia, nato per accogliere e curare i cani randagi affetti da leishmaniosi. Si tratta di una malattia infettiva nominata con...

 

Ieri, martedì 19 aprile 2016, è stato ufficialmente presentato alla stampa il progetto “Leishmania Center”, primo in Italia, nato per accogliere e curare i cani randagi affetti da leishmaniosi. Si tratta di una malattia infettiva nominata con terrore da molti, ma conosciuta da pochi. Inizialmente endemica del centro-sud Italia è da qualche anno diffusa anche al nord. La leishmaniosi è una malattia infettiva e contagiosa causata dal parassita Leishmania Infantum trasmesso dalla puntura di piccoli insetti, i flebotomi (pappataci), che in Italia sono generalmente più attivi da maggio a ottobre. Questo progetto “Leishmania center" primo in Italia inaugurato a San Cesareo, per dare speranza concreta per i cani randagi affetti da leishmaniosi. Una malattia che terrorizza, ma se presa in tempo è gestibile si può gestire senza compromettere la qualità di vita dell'animale. Grande è la sofferenza e la mortificazione degli animali randagi e reclusi che convivono con questa malattia certo grave che però, se curata in tempo e in modo adeguato e personalizzato, consente all’animale di vivere a lungo e bene.

“Vogliamo segnare un punto di rottura con il passato affermando il diritto alle cure e la possibilità di adozione ad animali che altrimenti sarebbero condannati – afferma Rosanna Cabasino, Responsabile del Settore adozioni di ALFA – Associazione Love For Animals - è ora di smettere di temere qualcosa solo perché non lo si conosce. La leishmaniosi, se diagnosticata in tempo, può e deve essere curata in maniera appropriata e l’esperienza fino ad oggi acquisita lo dimostra. Non deve essere una condanna a morte ma una ragione in più per dare assistenza e adottare.”

Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra ALFA – Associazione Love For Animals e il canile “La Fattoria di Tobia”, un raro esempio di sinergia fra un’associazione animalista e un canile c.d. “convenzionato”, due realtà mosse da obiettivi tanto diversi e spesso contrastanti.

“Non riuscivamo a rassegnarci all’inazione, a lasciare che la malattia facesse il suo corso dovendo assistere al quasi sempre tragico epilogo – dichiara Livio Odorizzi, Responsabile tecnico del canile “La Fattoria di Tobia – e quindi abbiamo pensato e creato, per la prima volta in Italia, un luogo di transito, di cure e di riscatto per animali spesso abbandonati a causa di questa malattia.”

Grazie alla sinergia tra ALFA, i suoi volontari ed educatori, gli operatori e i medici veterinari specializzati che operano all’interno della struttura, gli animali sono curati attraverso un protocollo medico che viene studiato per ogni singolo individuo e ricevono inoltre la “terapia dell’anima” . I cani sono infatti seguiti da un punto di vista psichico, comportamentale ed affettivo, perché la serenità e la motivazione, come tutti sappiamo, accelera l’efficacia delle terapie . I risultati e l’esperienza maturata al LEISHMANIA CENTER sono regolarmente monitorati dall’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana.

“Abbiamo molto apprezzato l'interesse e l'impegno profuso per una corretta gestione sanitaria della leishmaniosi nei cani randagi custoditi in canile – dichiara la Dott.ssa Gladia Macrì, Responsabile della Direzione Operativa di sierologia dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana – l'Istituto infatti ha ritenuto opportuno sostenere l'iniziativa offrendo il suo contributo in materia di diagnostica di laboratorio per la leishmaniosi, grave patologia che colpisce i cani ma anche l'uomo, impegnandosi in un' attività di sorveglianza e controllo sanitario.”

L’Istituto per “La Fattoria di Tobia” nel progetto Leishmania Center

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana, ente accreditato secondo la norma 17025, favorisce e supporta le attività di tutte le strutture/associazioni che si occupano del recupero, mantenimento e tutela di animali d’affezione non di proprietà. Le Attività diagnostiche e di consulenza finalizzate al benessere animale, la lotta al randagismo, il controllo delle malattie degli animali ed in particolare delle zoonosi sono i temi che i professionisti dello zooprofilattico pongono al centro della loro attività corrente e di ricerca.

Attualmente presso “La Fattoria di Tobia” in collaborazione con i veterinari e il personale del canile, stiamo sviluppando un progetto finalizzato alla valutazione di idonei protocolli diagnostici, terapeutici e di profilassi da applicare a cani affetti da leishmaniosi.

L'approccio sanitario e gestionale della leishmaniosi non è semplice in tale contesto, bisogna fare i conti con aspetti del problema differenti rispetto a quelli che si affrontano in ambito privato come difficoltà di ordine economico e di personale impiegato.

Per il progetto Leishmania Center la diagnostica di laboratorio viene eseguita nel rispetto dei parametri di accreditamento dell’Istituto e i protocolli diagnostici, terapeutici e di monitoraggio applicati seguono, nei limiti della fattibilità, le linee guida del Gruppo di Studio sulla Leishmaniosi Canina (G.S.L.C) e del gruppo LeishVet. Come si sviluppa il progetto

- Esecuzione degli esami di laboratorio per la diagnostica della leishmaniosi nel canile.

- Monitoraggio dei cani malati.

- Profilassi e misure di controllo volte a ridurre il rischio di infezione

- Cattura dei flebotomi, vettori di leishmaniosi

Dalla collaborazione con la Fattoria di Tobia iniziata nel 2014 è nata la proposta per avviare un progetto di ricerca con il Ministero della Salute per studiare e valutare gli effetti a lungo termine del protocollo adottato in termini di efficacia, semplicità di somministrazione, impatto sul benessere animale, costi e riduzione del potenziale zoonosico.

Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana M. Aleandri

Dal 1914, l’anno della sua fondazione, l’Istituto Zooprofilatico Sperimentale tutela la salute dei consumatori, la qualità, la sicurezza degli alimenti, il benessere animale e la sanità veterinaria. Da oltre 100 anni, dunque, l’Istituto svolge una fondamentale attività non solo per tutelare la salute animale ma anche per difendere quella umana da alcune patologie. Fondato nel 1914 su richiesta degli allevatori per combattere le malattie del bestiame, l’Istituto nel tempo ha saputo trasformarsi in una importante realtà specialistica nella sanità veterinaria del Lazio e della Toscana. Alla sede Centrale di Roma si sono affiancate otto sezioni territoriali collegate in rete tra loro e caratterizzate da uno stretto rapporto con il territorio di riferimento e dalla presenza di centri specialistici. Oggi l’Istituto è impegnato nelle attività di diagnosi e controllo delle malattie degli animali e delle zoonosi (infezioni degli animali e dell'uomo, come brucellosi, salmonellosi, rabbia, leishmaniosi, ecc.), delle tossinfezioni alimentari e delle contaminazioni di natura chimica (diossine, mercurio, residui di antibiotici, ecc.) degli alimenti. “La nostra mission - afferma il Direttore Generale Rosati - consolida e rinnova l’impegno per la tutela della salute e del benessere degli animali, garantisce la qualità delle loro produzioni e la sicurezza degli alimenti di origine animale e vegetale, per la salute del consumatore”. Le aree principali delle attività vanno dalla diagnostica di campo e di laboratorio, al costante controllo sanitario del territorio, sino alla ricerca scientifica applicata, alla formazione degli operatori sanitari e del mondo agricolo-zootecnico e alimentare. I servizi dell’Istituto sono rivolti anche ai privati, supportando i veterinari nella cura dei nostri amici a quattro zampe. I professionisti veterinari e sanitari dello zooprofilattico si applicano ormai da anni anche alla tutela degli animali di affezione, una attività con importanti finalità di prevenzione e di educazione, come il controllo e la prevenzione del randagismo e di malattie come la leishmaniosi e la filariosi, patologie subdole e pericolose per i nostri animali domestici. Presenti alla presentazione la Dott.ssa Gladia Macrì, Responsabile della Direzione Operativa di sierologia dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana, Livio Odorizzi, Responsabile tecnico del canile “La Fattoria di Tobia, Rosanna Cabasino, Responsabile del Settore adozioni di ALFA, i volontari del centro, la stampa di canale 5 e rai due. A seguito della presentazione un rinfresco per gli innumerevoli invitati presenti. Foto e servizio Katia Piacentini

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