Sant'Elia, caso Frocione, parla l'avvocato: "non è in grado di intendere il senso delle proprie azioni"

La notizia di ieri è diventata in poco tempo virale perchè all'uomo che aveva ucciso la moglie a coltellate era stati dati i domiciliari ma dopo aver rubato un gelato era finito in carcere

"Se fosse vero quanto riferiscono i responsabili della casa di cura psichiatrica, ovvero che il il nostro assistito si è appropriato di un gelato, sottraendolo da un distributore automatico, ubicato all'interno della struttura sanitaria, ciò starebbe a significare che ben ha fatto il Giudice di prime cure a disporne il ricovero presso una clinica psichiatrica, perchè, nelle sue condizioni, solo chi non è in grado di intendere il senso delle proprie azioni può compiere un simile gesto. Chiederemo alla Corte di riesaminare il caso, se necessario previa perizia psichiatrica, al fine di riaccertare lo stato di grave compromissione psichica del paziente onde permetterne di nuovo cure adeguate al suo stato".

Le parole dell'avvocato

A parlare è l'avvocato Enrico Pavia, difensore di Emiliano Frocione il 41enne condannato ai domiciliari in una struttura psichiatrica per aver ucciso, con tredici coltellate la moglie Alessandra Agostinelli.  L'uomo, come si ricorderà, nella giornata  di ieri è finito in carcere per aver rubato un gelato dalla macchinetta erogatrice ubicata all'interno della casa di cura che lo ospita.

L'ultima insubordinazione

Ma secondo la dirigenza della struttura psichiatrica quella era stata soltanto l'ultima insubordinazione di Emiliano Frocione. A suo carico una serie di furti avvenuti all'interno della casa di cura e l'assunzione di hashish all'interno della camerata. Per questo motivo era stata segnalata la questione alla Procura Generale. Secondo i sanitari che stanno seguendo l'uomo nel suo percorso riabilitativo, il paziente sarebbe capace di intendere e di volere.

Le perizie

Non la pensa allo stesso modo l'avvocato Pavia il quale con certificazioni alla mano aveva presentato ai giudici le perizie psichiatriche nei confronti del 41enne che attestavano le gravi problematiche riscontrate. "Quando i sanitari della casa di cura lo hanno sorpreso con un cornetto gelato tra le mani - ha continuato il legale - ha detto loro che stava mangiando una caramella.  Una risposta che la dice lunga circa la sua capacità di intendere e di volere".  

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