Cronaca

Serrone, muore dopo un intervento all'anca, tre medici sotto processo

Sono i dottori delle strutture in cui la signora serronese Luigina Ercoli era stata in cura. Nelle ore scorse la svolta nel processo

Svolta nel processo di Ercoli Luigina (in foto). Si è appena conclusa l’udienza fissata per oggi dinanzi al Gip del Tribunale di Tivoli. “Oggi, per me e per la mia famiglia - spiega il figlio il figlio Avv. Pignalberi Fabrizio a frosinonetoday.it -  è un grande giorno, perché il mio Studio, con duro lavoro, è riuscito a dimostrare che la morte di mia madre è riconducibile alla condotta dei medici dei vari nosocomi dove la stessa fu ricoverata, in quanto essi avrebbero dovuto adottare tutti quei accorgimenti necessari, idonei a prevenire l’insorgenza dell’infezione e, di conseguenza, la morte della stessa, avvenuta a causa dell’instaurarsi dello shock settico”.


Lo Studio Pignalberi, questa mattina, dinanzi al Gip, ha ripercorso minuziosamente tutto il calvario affrontato dalla Sig.ra Ercoli, nei vari nosocomi romani,riuscendo a convincere il Gip circa la sussistenza di elementi probatori che hanno consentito di attribuire al personale sanitario una qualche forma di responsabilità penale per la morte della Ercoli, avvenuta il 01/01/2018, a soli 59 anni. 


“Finalmente, dopo un anno - conclude l'avv pignalberi - ho avuto la conferma di ciò che ho sempre immaginato. Mia madre è morta per la negligenza del personale sanitario, che non ha saputo diagnosticare per tempo, né tantomeno curare un’infezione batterica che la stessa ha contratto nelle diverse strutture ospedaliere. Almeno potrò guardare in faccia chi ha portato via mia madre”.

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