Sgurgola, spari dei cacciatori feriscono un cane in zona Cese Milano. Abitanti esasperati

Una situazione che va avanti da troppo tempo e che oramai ha superato i limiti della decenza

Il problema della “convivenza” tra i cacciatori e gli abitanti delle zone ai confini delle aree dove si pratica la caccia a volte può assumere dei risvolti molto problematici, per il mancato rispetto delle leggi. Nel paese della Sgurgola gli abitanti della zona Cese Milano oramai sono esasperati e vivono nell’incubo costante tra spari ravvicinati alle loro abitazioni ed il timore che i loro animali domestici possano restare feriti. Nei giorni scorsi, purtroppo, è successo proprio questo un grosso cagnolone (foto in alto) di nome Leo è stato ferito, molto probabilmente, da un colpo di arma da fuoco ed i proprietari lo hanno portato in una clinica specializzata dove è stato salvato.

Il racconto del terrore

“Una domenica da incubo come tutte quelle che ci sono a casa mia dal momento che inizia la caccia – scrive in post su Facebook la proprietaria del grosso animale  -  Sgurgola, zona Cese Milano. Spari ravvicinati da prima dell'alba, passaggio di auto sui prati e sulle proprietà private, mute di cani senza controllo che arrivano e fanno danni. Domenica 21 ottobre è stato peggio del solito, mio marito tagliava l'erba, i vicini raccoglievano le olive, altri vicini erano venuti da Roma per godersi la giornata estiva: ho pensato che i cacciatori sarebbero andati via in quanto non sussistevano assolutamente le distanze di sicurezza, invece mi sbagliavo, anzi erano ancora più prepotenti del solito.

I consigli non ascoltati dei residenti

Tutti i presenti li hanno invitati per lo meno a spostarsi in un luogo più sicuro ricevendo solo risate come risposta. In questi casi io il mio cane non lo faccio uscire, ho paura che si divertano a fare tiro al bersaglio, purtroppo già in passato mi hanno ammazzato dei gatti, però era mezzogiorno passato, eravamo tutti fuori, ho pensato che non si sarebbero permessi con noi fuori di fargli del male non ho finito di fare questo pensiero che sento guaire il mio Leo in un modo che gelava il sangue.

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Il lamento del cane ferito

Sono corsa col cuore in gola, appena fuori il cancello, giaceva incapace di alzarsi. Mi sono guardata in giro, fino a pochi minuti prima c'erano tre persone armate per l'appostamento, forse avevano visto qualcosa! Dileguati! Poi la corsa in clinica a Roma, Leo è grave, gli hanno fracassato il bacino, reni e vescica, probabilmente un grosso colpo inferto o intruppato con la macchina. Ora posso dire con certezza che sulla mia strada che è comunale ma sterrata con buche profonde non passa nessuno. Nell'arco di quei pochi minuti era presente solo l'auto della squadra di cacciatori, cosa è successo? A chi ha dato fastidio un cane di casa buono come il pane? E soprattutto, noi da chi siamo tutelati visto che chiamo tutte le domeniche le forze dell'ordine ma non intervengono mai perché dicono che hanno centinaia di chiamate tutte per lo stesso motivo: i cacciatori!”

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