Sora, Giorgio Rea indagato per bancarotta fraudolenta del gruppo 'Sant'Alessandro'

La procura di Cassino ha ricostruito tutta la movimentazione di denaro proveniente dalla società di cui l'imprenditore, ex braccio destro di Alessandro Casinelli, aveva il ruolo di socio ed amministratore unico

La procura di Cassino

Ancora un'altra tegola sulla testa di Giorgio Rea, il commercialista di 40 anni di Sora, ex braccio destro dell'ex presidente di Federlazio Alessandro Casinelli e coinvolto, insieme all'imprenditore, nella delicata inchiesta di Villa Aurora a Reggio Calabria. Questa volta la procura di Cassino ha ricostruito tutta la movimentazione relativa al denaro prelevato dal conto corrente del gruppo sanitario 'Sant’Alessandro' del quale l'uomo era amministratore unico, cagionandone un ingente danno patrimoniale. Nei giorni scorsi è stata notificata la conclusione delle indagini oltre che a Giorgio Rea, anche alla moglie P. F., ed ad altri quattro collaboratori tutti del sorano. Tutti devono rispondere di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Ora gli  avvocati difensori hanno venti giorni di tempo per presentare le loro memorie difensive.

Il danno patrimoniale

Secondo la procura di Cassino Giorgio Rea in qualità di amministratore unico del Gruppo Sant’Alessandro Srl ed avendo interesse ad utilizzare le risorse per far acquistare alla società Magenta Srl, di cui era amministratore e socio unico, avrebbe messo in atto comportamenti che avrebbero cagionato intenzionalmente un danno patrimoniale alla società. La Procura di Cassino, nella persona del sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, ha ricostruito tutta la movimentazione di denaro: il 27 dicembre del 2013, Rea ordinava un bonifico di 271 mila euro dal conto intestato al Gruppo Sant’Alessandro, in favore della Magenta, con causale 'finanziamento infragruppo'. Finanziamento mai restituito. A seguire qualità di amministratore unico della Magenta, avrebbe ordinato l’emissione di 9 assegni circolari per complessivi 270 mila euro, quale caparra per l’acquisto della Euronefro Srl. Ma c'è di più: Il 3 febbraio del 2014, sempre Rea avrebbe ordinato un altro bonifico di 225 mila euro dal conto di quest’ultima società in favore della Magenta Srl e, successivamente, nello stesso giorno, quale amministratore unico della Magenta Srl, ordinava l’emissione di 8 assegni circolari per 225 mila euro per effettuare un altro versamento finalizzato all’acquisto delle quote della società Euronefro. 

L'autoriciclaggio

Ma Giorgio Rea è accusato anche di autoriciclaggio per 'aver trasferito, in attività finanziarie e imprenditoriali' il denaro proveniente da queste operazioni 'in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa'. Secondo la procura, Giorgio Rea in qualità di legale rappresentante della Magenta Srl trasferiva, a sua volta, le quote della società acquistate illecitamente dal gruppo Sant'Alessandro alla società Supernova Srl "intestando fittiziamente - si legge nella conclusione delle indagini - la titolarità di tali quote in capo a quest’ultima società, al fine di ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa delle somme utilizzate". Insomma, come si evince dalla richiesta del magistrato e come accertato dalle indagini della Guardia di Finanza della tenenza di Sora, l'imprenditore Giorgio Rea avrebbe assottigliato un poco per volta i conti del Gruppo Sant’Alessandro Srl.
 

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