Sora, scoperti 167 lavoratori in nero in un call center. Nei guai due persone

In assenza delle autorizzazioni ministeriali e in maniera illecita una società svolgeva l’attività di intermediazione e di somministrazione di lavoratori ad un’altra azienda

Importante operazione dei Finanzieri della Tenenza di Sora che hanno scoperto ben 167 lavoratori in nero “assunti” da un’agenzia interinale per lavorare in un call center attraverso un illecito sistema di intermediazione e somministrazione di manodopera lavorativa.

Le investigazioni, eseguite sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e sviluppate parallelamente ad attività di controllo di natura fiscale, hanno consentito di individuare due società, operanti nel frusinate, gestite in maniera occulta da un imprenditore sorano attraverso due prestanome, che al fine di ottenere un indebito
vantaggio, hanno violato le norme vigenti in materia di occupazione e mercato del lavoro, con specifico riferimento alla somministrazione di lavoratori.

Al riguardo, la vigente normativa in materia di lavoro prevede la possibilità di fornire prestazioni di manodopera lavorativa soltanto alle Agenzie per il Lavoro - che hanno sostituito le precedenti Agenzie di Lavoro Interinale -, autorizzate dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ad offrire servizi relativi alla domanda e all’offerta di lavoro e, in
particolare, a svolgere un’attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale.
 

In tale contesto, le indagini svolte dalle Fiamme Gialle della città volsca, sviluppate attraverso l’esecuzione di perquisizioni, sequestri ed accertamenti bancari, hanno consentito di individuare una società, operante nel settore dei servizi di telecomunicazione, che in assenza della prescritta autorizzazione ministeriale e in maniera illecita, svolgeva
l’attività di intermediazione e di somministrazione di lavoratori ad un’altra società, operante nel settore dei call center, entrambe riconducibili alla stessa persona.

In particolare, nel triennio 2015 – 2017 sono stati individuati ben 167 lavoratori che, assunti saltuariamente dalla società di telecomunicazioni, in maniera illegale sono stati prestati al lavoro presso la società di call center.

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