Operazione ‘Le due Valli’ Comino-Liri: ai domiciliari gli albanesi che avevano il monopolio dello spaccio

Dal quartetto, prima del blitz antidroga coordinato dalla Procura di Cassino ed eseguito da 30 Carabinieri della Compagnia di Sora, l'immissione sul mercato di ingenti quantità di crack, hashish, marijuana, cocaina ed eroina a prezzi molto concorrenziali

Foto di repertorio

Agli arresti domiciliari, a seguito dell'operazione "Le due Valli" coordinata dalla Procura di Cassino ed eseguitata dalla Compagnia dei Carabinieri di Sora dalla prima mattinata di oggi 27 giugno, sono finiti tre albanesi – il 39enne P.Q., il 40enne M.B. e il 28enne C.E. – che, con l'ausilio del connazionale 43enne I.A. – per il quale è stato disposto l'obbligo di dimora – deterrebbero il monopolio dello spaccio di varie droghe pesanti e leggere (crack, hashish, marijuana, cocaina ed eroina) tra la Valle di Comino e la Valle del Liri, buona "fetta" del mercato delle droga della provincia di Frosinone. Gli indagati, infatti, avrebbero garantito prezzi talmente concorrenziali da diventare un punto di riferimento per gli assuntori di Alvito, Atina, Gallinaro, Villa Latina, San Donato Val di Comino e Casalvieri (Valle di Comino) nonché di Fontana Liri, Strangolagalli, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano ed Arpino (Valle del Liri).  

++ Articolo aggiornato alle 12.30 ++

L'operazione "Le due Valli": Comino-Liri

Alle prime luci dell’alba, con l’operazione “Le due Valli”, trenta militari della Compagnia Carabinieri di Sora sono stati impegnati nell’esecuzione di n 4 ordinanze per l’applicazione di misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati (4 uomini di origine albanese, da anni residenti in Italia) per reati inerenti la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti di diverso genere e per ingenti quantitativi, nell’ambito di una complessa attività investigativa condotta dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Sora e dalla Stazione Carabinieri di Alvito, coordinata dal Procuratore della Repubblica dott. Luciano D’Emmanuele e dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cassino dott.ssa Chiara D’Orefice.

L’attività degli operanti, condotta con le tradizionali tecniche investigative (quali appostamenti, pedinamenti, riprese video) unite alle più moderne tecnologie, è stata estremamente difficoltosa per le particolati tecniche utilizzate dagli indagati per eludere i dispositivi delle Forze di Polizia, dal controllo dell’area di spaccio con conseguente segnalazione dei controlli di polizia, in particolare diversi giovani del luogo, anche in via disinteressata, collaboravano con gli indagati non esitando ad avvertirli del passaggio e dei controlli delle Forze dell’Ordine, alla diversificazione dei canali di approvvigionamento (area campana e della capitale), alle più disparate tecniche di occultamento. 

In particolare, occultando la sostanza in aperta campagna, per evitarne l’addebito in caso di rinvenimento da parte degli investigatori, giungendo all’utilizzo di un linguaggio criptico per depistare eventuali intercettazioni degli investigatori nonché utilizzando schede telefoniche con intestatari fittizi. Non sono mancati, inoltre, appuntamenti con i clienti cambiati in continuazione o all’ultimo istante per verificare eventuali pedinamenti, lo scambio continui di autovetture e l’utilizzo dei social network (messenger e whatsapp) per comunicare tra loro e con gli acquirenti per eludere eventuali controlli.

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In molti casi la sostanza veniva ceduta a debito ed in caso di insolvenza non sono mancate minacce ed episodi di violenza verso i debitori insolventi. Le tattiche criminali sono state, però, insufficienti in quanto i Carabinieri sono riusciti in più occasioni a individuare i nascondigli dello stupefacente e i numerosi clienti, con conseguente sequestro amministrativo e/o penale della sostanza, arrestando durante l’attività 5 persone, deferendone in stato di libertà n. 14 (di cui 6 originari dell’Albania), segnalandone n. 23  come assuntori al competente U.T.G. Inoltre, in più occasioni, veniva sequestrato denaro proveniente dallo spaccio, materiale per il confezionamento ed i seguenti quantitativi di droga di varia tipologia (63 gr. di crack, 37 gr. di cocaina, 156 gr. di hashish, 197 gr. di marijuana).

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