Stele commemorativa in ricordo delle truppe tedesche, il sindaco: "Sospesa ogni iniziativa"

Carlo Maria D'Alessandro in un comunicato stampa invita gli organizzatori dell'evento a fare un passo indietro perché 'turba la sensibilità e la memoria di Cassino che ha vissuto, il 15 marzo del 1944, un olocausto personale"

Carlo Maria D'Alessandro

E alla fine della fiera le castagne dal fuoco ha dovuto toglierle il sindaco di Cassino, Carlo Maria D'Alessandro che ha invitato gli organizzatori della manifestazione in memoria dei paracadutisti tedeschi morti a Cassino, a fare un passo indietro. E la manifestazione è stata annullata. Con targhe descrittive dei fatti accaduti la stele avrebbe dovuto essere collocata in via Gaetano Di Biasio, nel punto esatto dell’area della Grotta di Foltin, la caverna che divenne posto di medicazione e comando del Capitano Ferdinand Foltin. Questo luogo insiste fisicamente nel nodo urbano che, prima del 1944, si identificava nei palazzi "Iucci", "Silvestri" e "Danese (Hotel Excelsior-Continental)", che nei primi mesi del 1944 divennero la roccaforte dei paracadutisti tedeschi.

Il dietro front di Montecassino

Che qualcosa fosse accaduto, una sorta d'incidente diplomatico per intenderci, si era capito già nel pomeriggio quando, sempre con un comunicato stampa, l'associazione albergatori comunicava che era stata 'erroneamente comunicata la presenza del padre abate di Montecassino, dom Donato Ogliari, alla manifestazione in programma per le 15 di domenica 18 marzo presso la grotta di Foltin in via Riccardo da San Germano". Poi le parole dell'assessore all'Urbanistica, Beniamino Papa, nel tardo pomeriggio che parlava di 'riconciliazione tra popoli' aveva lasciato intendere che tutti fossero concordi, nelle sale del Comune, a presenziare alla criticatissima cerimonia. "Francamente trovo sconcertante le polemiche ed il clamore sorti per l'iniziativa promossa dal Consorzio degli albergatori di Cassino di posizionare una stele che commemora i caduti di tutte le guerre nel punto ove si trovava la Grotta di Foltin, la caverna che divenne posto di medicazione e postazione difensiva dei paracadutisti tedeschi. La stele commemorativa ha lo scopo di ricordare i soldati di tutti gli schieramenti che caddero nella battaglia di Cassino e non certo un'ideologia che generò i presupposti per la perdita di tante vite umane. Da sempre la nostra città è stata elevata a simbolo di pace e luogo ove più di ogni altro coltivare la  memoria storica e far sì che attraverso di essa vengano promossi i principi di solidarietà e  convivenza pacifica fra i popoli". 

La presa di posizione

Alle 22 in punto, invece, il primo cittadino ha rotto il silenzio: "Ricordando la distruzione della nostra città ho definito il 15 marzo un olocausto per la nostra comunità. Quindi qualsiasi iniziativa che possa turbare la memoria e la sensibilità della nostra città deve essere sospesa. Cassino è città della pace. Il ricordo per chi ha perso la vita in questa terra per la nostra libertà e quella dei nostri figli, deve unire e non provocare divisione. Ma siamo anche città della riconciliazione e questo ruolo ce lo conferisce la storia con quello che ho definito il nostro personale olocausto. "Un paese che litiga non cresce". Queste sono le parole pronunciate stamattina da papa Francesco che possano essere una guida per il futuro della nostra Cassino".

L'intervento del governatore Zingaretti

A stigmatizzare la decisione di inaugurare una stele commemorativa alle truppe tedesche è stato anche il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. "Ho appreso con grande stupore e con profonda inquietudine la notizia dell’inaugurazione prevista per domenica prossima di una stele commemorativa nella grotta che ha ospitato il comando tedesco a Cassino, cerimonia organizzata dall`Associazione Albergatori "Parco di Montecassino e Linea Gustav" in collaborazione, a quanto sembra, con il Comune di Cassino - scrive il neo riconfermato governatore del Lazio, Nicola Zingaretti -. Inoltre, sul manifesto di questa iniziativa appare un paracadute aperto che richiama la prima divisione che ha operato nella zona, un gesto grave, una ferita alla memoria della guerra di liberazione e un’offesa alla comprensione della storia perché non si tiene conto delle stragi e delle violenze compiute nel territorio della nostra regione dai paracadutisti che si vorrebbe omaggiare. Non si possono confondere meriti e responsabilità, mettere sullo stesso piano liberatori e oppressori, sostituire le ragioni della libertà con quelle dell’odio. Non posso, dunque, che condannare iniziative come questa e ricordare a tutti che bisogna onorare i caduti, i morti di tutte le guerre e le violenze senza umiliare la storia, senza fare a pezzi un passato comune, un patrimonio che ci appartiene”.

Il comunicato degli organizzatori

’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav comunica la sospensione della manifestazione prevista per oggi presso la stele che indica la Grotta di Foltin. Proprio per non assumere una posizione che sarebbe stata in contrasto con il principio alla base dell’iniziativa, e cioè la riconciliazione e l’accoglienza turistica, l’Associazione del presidente Pino Valente ha deciso il rinvio a nuova data. “Va tracciata una nuova strada per raggiungere le finalità del progetto, coinvolgendo tutti i soggetti interessati alla storia di Cassino ed allo sviluppo della città, e soprattutto cercheremo in ogni modo di diffondere il corretto e reale messaggio mediatico alla base della nostra iniziativa. Un messaggio che in questi giorni abbiamo cercato quasi inutilmente di far passare” ha dichiarato Valente. La reazione del Generale Hans-Werner Fritz che è Presidente della Associazione Tedesca Paracadutisti e di Dieter Nell presidente dell’Associazione Paracadutisti Tedeschi di Nagold (che nei giorni scorsi sono stati in visita con tutto il gruppo presso i cimiteri tedesco ed americano), è stata ulteriore dimostrazione della volontà di riconciliazione, e di intrecciare rapporti di amicizia con il popolo italiano, oltre ad una rinnovata condanna nei confronti dei gesti perpetrati dai nazisti. La loro reazione alla notizia della sospensione della cerimonia presso la stele, è stata la richiesta (non sapendo che l’evento era stato annullato per le avverse condizioni atmosferiche) di poter partecipare alla sfilata del corteo storico inserita nelle celebrazioni in onore di San Benedetto.

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