Cronaca

Subiaco, confermata la presenza dell’Orso grazie a delle statistiche

Si è svolto sabato scorso presso il nuovo centro “la Porta del Parco” di Subiaco un incontro formativo sull’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus). La giornata, organizzata dal Parco dei Monti Simbruini e

Si è svolto sabato scorso presso il nuovo centro "la Porta del Parco" di Subiaco un incontro formativo sull'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus). La giornata, organizzata dal Parco dei Monti Simbruini e

dell'Agenzia Regionale Parchi, era rivolta ai volontari dell'Associazione "Salviamo l'Orso" e ai tecnici della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, che hanno sottoscritto con l'Agenzia un protocollo d'intesa finalizzato al monitoraggio della specie.

L'incontro ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone interessate che hanno seguito con interesse e partecipazione gli interventi dei relatori, che hanno descritto la storia, la struttura e gli obiettivi di funzionamento della Rete Regionale di Monitoraggio dell'orso bruno marsicano, e illustrrandone la biologia della specie e prestando particolare attenzione al riconoscimento dei segni di presenza. Inoltre, nell'ultima parte del è stata proposta e discussa un'ipotesi di piano di monitoraggio da sviluppare sul versante dei monti Ernici. Durante l'incontro sono stati illustrati, inoltre, anche i risultati delle analisi genetiche relative ai campioni biologici raccolti nell'estate 2014 nel territorio del Parco dei Monti Simbruini. I risultati hanno evidenziato che l'orso che ha frequentato il Parco dei Monti Simbruini era un maschio, che durante le sue perlustrazioni nella parte centrale del Parco, ha fatto visita a due apiari e ha gironzolato per i boschi alla ricerca di frutti. L'aspetto interessante del campionamento di questo orso riguarda inoltre il fatto che lo stesso esemplare era già stato avvistato 3 anni prima nel 2011 nella Val Roveto in Abruzzo. Questo fa pensare che i Monti Simbruini sono un'area fondamentale per la conservazione della specie, garantendo, grazie all'area protetta, un sistema di monitoraggio per difendere una delle specie plantigradi più a rischio. Gabriele D'Acuti

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