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Subiaco, l’ex Ass. Rapone si sfoga; su di me la macchina del fango

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Cari lettori e cittadini, dopo aver trascorso nella giornata di ieri uno dei momenti più spiacevoli della mia

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Cari lettori e cittadini, dopo aver trascorso nella giornata di ieri uno dei momenti più spiacevoli della mia

vita, trovo doveroso pubblicare la lettera con la quale ho argomentato la fine del mio impegno come assessore. Per troppo tempo e con troppa ostinazione ho sospeso il mio giudizio sul modo di fare politica e di assumere decisioni di questa amministrazione sperando in un cambiamento di rotta. Le mie speranze sono rimaste vane e dopo gli editti bulgari e le diverse epurazioni (questa mattina sono stato inibito dal poter scrivere sulla pagina Facebook di Cittadini per Subiaco) ora hanno acceso la macchina del fango sulla mia persona. Valuterò l'opportunità di tutelare la mia persona e il mio operato nelle sedi opportune non prima però di poter ribadire che il confronto, la condivisione, l'ascolto dell'altro, anche della minoranza, non è una colpa né una mancanza. Da alcuni articoli letti questa mattina sono stato tacciato di inciuci con la minoranza, ma nel mio agire di tutti i giorni non ci sono inciuci!

C'è confronto e disponibilità all'ascolto. Cari lettori e soprattutto cari cittadini, nei prossimi mesi, valuteremo insieme qual è "la forte discontinuità politica, etica e culturale" che non ha animato la mia azione e che " ha ferito, calpestato e vilipeso" la nostra città.

Caro Sindaco,

ho ascoltato con molta attenzione la comunicazione iniziale con la quale spiega a tutta la cittadinanza le motivazioni che hanno portato a questa dolorosa separazione;

per trasparenza e dovizia di informazione qualora non mi avesse ritirato le deleghe, il sottoscritto avrebbe rimesso il mandato di assessore.

Separazione che nei fatti è oramai datata e risale al 6 dicembre 2013, giorno in cui Le avevo rimesso il mandato per gli stessi motivi che a distanza di due anni si sono ripresentati. L'occasione è sempre quella dell'assestamento di Bilancio. Sono due anni che oramai mi sento OSPITE NON GRADITO di questa coalizione, elemento di inutile disturbo, elemento da gestire in attesa della scadenza del mandato elettorale.

L'assestamento del bilancio è l'atto conclusivo di un esercizio, la prosecuzione e l'integrazione dell'azione amministrativa e la base per la programmazione futura; il tutto nell'ambito di un progetto e meglio ancora di una visione.

La visione di una Subiaco che vogliamo diversa e migliore attraverso un'azione amministrativa seria, efficace coraggiosa e trasparente.

Non ho scelto a caso questi aggettivi.

Un'azione amministrativa seria non può prescindere da una rappresentazione corretta della situazione economico patrimoniale dell'ente e non può prescindere dal prevedere investimenti solo a fronte di somme di denaro liquide, certe ed esigibili. Immaginare investimenti (vedi la Rocca Abbaziale) e programmarli all'interno del bilancio in assenza di effettive disponibilità è al contrario un azzardo, un rischio da cui possono derivare ulteriori buchi e debiti. Le variazioni di bilancio intervenute negli ultimi mesi e fondate sugli accertamenti, fintantoché non incassate, sono somme inconsistenti, tradiscono il principio della competenza finanziaria potenziata recentemente introdotta dal legislatore con decorrenza 1 gennaio 2016 e tradiscono la visione di un'azione amministrativa seria e concreta, coerente con una sana e prudente gestione.

Non mi dilungo ulteriormente ma in un'azione amministrativa seria non si può tacere il riconoscimento di debiti fuori bilancio, riconoscimento che avviene con questo assestamento e che è atto per il quale mi sono paradossalmente dovuto battere e sul quale termina la mia avventura di assessore al bilancio. Questo riconoscimento si fonda su atti di precetto cui questa amministrazione non ha opposto ricorso per cui appare quantomeno curioso che il loro riconoscimento sia motivo di scontro ed incomprensibile il tentativo di riconoscerli negli anni futuri. La relazione del revisore dei conti (protocollo 14895 del 10 novembre 2015) prevede l'inserimento ed il riconoscimento di ulteriori debiti fuori bilancio per circa 290.000 ?; non è stato fatto! Il tempo e l'azione amministrativa che porrete in essere mostrerà le motivazioni che vorrete eccepire verso l'intimazione di pagamento che è divenuta comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria.

La visione di una Subiaco diversa e migliore che ha animato questa esperienza politica ed amministrativa è progressivamente cambiata e in questo cambiamento, che non condivido, ho dovuto sempre più frequentemente accettare scelte "a ribasso" della città che continuo a sognare. L'accordo con Gaia, il tema non risolto del Cimitero, la Cartiera e gli impegni sulla Rocca Abbaziale e il Cardinal Massaia appartengono alla visione di pochi e ad un'azione amministrativa non più efficace che si è lasciata prendere la mano dal "fare". Non entro nel merito di questi temi, non mancheranno altre occasioni per farlo, ma non è possibile dare corso ad un'azione amministrativa efficace senza provare ad invertire il corso le cose:

  • l'accordo con Gaia altro non ha sortito per il paese che un diverso creditore; non è più Gaia ha vantare il credito ma la Cassa Depositi e Prestiti con un indebitamento spalmato sui prossimi trenta anni;
  • la revoca del project alla società 3A intervenuta con palese ritardo e attualmente gestita con immobilismo e uno scarno comunicato alla cittadinanza;
  • un preliminare di vendita del Cardinal Massaia senza caparra e senza vendita con una società inglese;
  • l'impegno pluriennale per la Rocca Abbaziale in ragione di un valore identitario che tuttavia non è supportato da nessuna idea o progettualità concreta e robusta, rappresenta un costo difficilmente sostenibile per gli attuali conti dell'Ente e sicuramente non rappresenta una priorità per i cittadini.

Una visione a ribasso della nostra città, non più accettabile. Nei confronti intervenuti tra noi in questi giorni, caro Sindaco, Lei mi ha chiesto più volte quale fosse il senso politico di questa mia decisione. Ecco Credo che ora Le sia chiaro. Non è questa visione al ribasso della città il progetto a cui voglio contribuire; discutere per riconoscere debiti fuori bilancio ha fatto venire meno il necessario rapporto fiduciario che ci deve essere tra un assessore e il Sindaco, l'essere stato progressivamente messo ai margini di queste decisioni o essere, nei tentativi di confronto, continuamente azzittito in ragione di un presunto assenteismo mi ha aperto gli occhi: non posso e non voglio accettare il silenzio su debiti che vanno riconosciuti, che graveranno sull'intera comunità. Bisogna prima di tutto essere leali e trasparenti verso i cittadini che qui ci hanno voluto. Io, caro Sindaco, sono colpevole ma colpevole solo di non essere stato sempre allineato. Circa due anni fa Le ho presentato le mie dimissioni fondate sulla totale assenza di confronto; oggi mi trovo qui a dirLe, per l'ennesima volta, che questo confronto è mancato e continua a mancare. Ora mi è chiaro che sta per iniziare il gioco delle parti e che si sta per accendere la macchina del fango sulla mia persona. Verrò tacciato di omissioni, assenze e quant'altro ma qui ciò che veramente manca, e mio malgrado manca da sempre, è l'assenza di un vero confronto, l'assenza di un vero dibattito, l'assenza di un guardarsi negli occhi in modo sano, schietto e trasparente con il quale maturare convincimenti e decisioni per il bene della città. Su temi come l'Ospedale e l'OPG, tanto per fare un esempio, avevamo la responsabilità di confrontarci, di condividere eventuali scelte con la minoranza e con i cittadini: ricordi il referendum che Le avevo proposto al riguardo? Era una nostra responsabilità, era la visione urlata in campagna elettorale che, mio malgrado, ora è divenuta solo una promessa elettorale che resterà promessa. Avevamo una visione coraggiosa ma i fatti dicono altro e allora si rende necessario per me un nuovo inizio, si rende necessario ripartire dalla visone e dal desiderio di un'azione amministrativa coraggiosa, si rende necessario ascoltare quei cittadini, e non sono pochi, che mi chiedono di fermarmi per poi ripartire con più convincimento e decisione di prima verso la realizzazione di una Subiaco che continuiamo a volere diversa e migliore. Termino qui questo mio intervento, che chiedo di mettere agli atti di questo consiglio, augurando a Lei e a tutta la maggioranza, con tutta sincerità, i migliori successi per la città e per l'azione amministrativa che deve portare a termine Subiaco 30 novembre 2015

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