Superstrada Sora-Cassino, un dramma per l'economia territoriale

Niki Dragonetti: "È la superstrada della vergogna. Chi ripagherà dei danni avuti imprenditori e dipendenti?"

Da ormai due mesi i riflettori sono puntati sulla superstrada Sora-Cassino. Un collegamento importantissimo sia per gli automibilisti che per l'economica di un intero territorio. La chiusura, poi la riapertura a singhiozzo, e i tanti incidenti che si sono verificati a causa della non idonea alternativa stradale per i mezzi pesanti, hanno un avuto impatto notevolmente negativo su un'economia che barcolla da tempo senza considerare lo stress per quello che ormai è stato definito "il viaggio della speranza"

Lo sfogo di Dragonetti

"La superstrada della vergogna e non il 'braccio di collegamento tra il Tirreno e l'Adriatico'. Un vero scandalo". A parlare è un imprenditore con aziende nel Sorano e nel Cassinate. Niki Dragonetti, vice presidente nazionale Cicas (Confederazione Imprenditori Commercianti Artigiani Turismo) interviene sulla chiusura della superstrada Cassino-Sora. Lo stop arriva in più punti e attraverso uno stato del manto stradale, ridotto ad un colabrodo. Un fatto che sta penalizzando fortemente l'economia di una provincia già in grande difficoltà.

Chi ripagherà i danni?

"Non si può pensare di risolvere il problema della caduta dei massi lungo la tratta Sant'Elia-Belmonte Castello - chiudendo il transito e riaprendo, di fatto, la vecchia provinciale per Forca d'Acero - prosegue Dragonetti -. Un tratturo che negli ultimi dieci giorni ha provocato il ribaltamento di una cisterna di gas e di un tir carico di materiale edile. Chi ripagherà dei danni avuti imprenditori e dipendenti? La totale assenza di manutenzione di una strada che è, purtroppo per noi che la percorriamo anche diverse volte al giorno, l'unico e rapido sistema di collegamento tra i monti ed il mare.

Un pericolo per la sicurezza stradale

Una strada che ha mietuto centinaia di vittime di venti anni. Una strada insicura, pericolosa, che non conosce una vera manutenzione. Quante volte l'associazione 'Vittime della Strada' ha chiesto di rimuovere i guard-rail in acciaio che sono letali per chi si trova a doverci sbattere contro. In tre incidenti che hanno visto coinvolti motociclisti, in due hanno avuto gli arti mozzati dall'impatto con la lamiera. Vite salvate ma irrimediabilmente compromesse. Non si è riusciti a tenere alta la barra della sicurezza stradale. Una sicurezza che non solo consente di tutelare la vita degli utenti ma anche di consentire uno sviluppo economico ed industriale. Perchè viaggiare su strade sicure invoglia gli imprenditori a incentrare le attività in luoghi che si possono raggiungere facilmente. Chi ha aziende nel Sorano, se non verrà trovata una soluzione, potrebbe decidere di spostare gli interessi altrove. In punti più strategici. E come dargli torto?".

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