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Controlli anti Covid

Tamponi 'fuori legge', i Nas sospendono l'attività di una struttura sanitaria del Frusinate

I militari dello speciale nucleo dei Carabinieri hanno ispezionato 17 centri dislocati in tutta la provincia e sequestrato 500 confezioni di 'anti-igienici' privi dell'illustrazione in lingua italiana

I Carabinieri del Nas di Latina hanno emesso un provvedimento di sospensione dell'attività di esecuzione tamponi a carico di una struttura situata in provincia di Frosinone poiché non autorizzata. Nel corso dei controlli che hanno interessato 17 centri medico-sanitari sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, per un valore di 2000 euro, 500 confezioni di tamponi antigenici rapidi perchè aventi un'etichettatura non in lingua italiana. Ai titolari del centro medico è stata contestata una sanzione amministrativa di 1000 euro.

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha avviato, d’intesa con il Ministero della Salute, una vasta campagna di accertamenti per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19, presso i punti prelievo delle farmacie e centri di analisi. I controlli dei Carabinieri dei NAS sono stati avviati dal mese scorso in tutta Italia principalmente per prevenire e contrastare il fenomeno dei c.d. “falsi positivi” e cioè soggetti già risultati positivi che si presentano presso un punto di prelievo con la tesserasanitaria di un altro soggetto “no vax” al fine di fargli ottenere, alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo, il “green pass”. Pertanto, i Carabinieri NAS hanno concentrato i loro sforzi per verificare che presso i punti di prelievo venissero effettuate correttamente le operazioni di identificazione dei soggetti da 
sottoporre a test, previa richiesta ed esibizione del documento di identità unitamente alla tessera sanitaria.

Negl’ultimi 30 giorni i servizi di controllo hanno interessato complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi (pari al 12,5%) e contestando 282 violazioni, a causa di: - uso tamponi e kit reagenti non regolari, i quali, non rispettando gli standard richiesti, potevano fornire un risultato inattendibile; - mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test nonché irregolarità nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica; - inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi, in quattro casi effettuati da personale non qualificato e in altri casi privo del green pass obbligatorio.

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