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Cronaca Monte San Giovanni Campano

Tangenti per l'illuminazione pubblica: tre ciociari nella bufera

Due imprenditori e un commercialista coinvolti nelle indagini che hanno portato l'inchiesta da Monte S. Giovanni Campano fino in Abruzzo

Tangenti nella pubblica illuminazione, udienza preliminare per trenta indagati. Il pubblico ministero ne ha richiesto il rinvio a giudizio per i reati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, concussione, ricettazione e turbativa degli incanti. Tra le persone finite sotto accusa.

La vicenda arriva fino in Abruzzo

La vicenda risale a circa due anni fa  quando un imprenditore, denunciò  in procura questo giro di tangenti e mazzette in cambio di appalti pilotati per la pubblica illuminazione in due paesi ciociari. A seguito di queste dichiarazioni la magistratura avviò le indagini. L'inchiesta era arrivata persino in Abruzzo dove numerose persone, fra politici, amministratori e professionisti finirono sul registro degli indagati. Una vera e propria  tangentopoli marsicana, che orbitava attorno alla pubblica illuminazione.

L'imprenditore da parte offesa però, era finito tra gli indagati ed era stato accusato di corruzione e turbativa d’asta. Secondo gli elementi raccolti dalla procura l'uomo, il titolare di un'azienda che si occupava di trasformare la pubblica illuminazione a Led avrebbe adottato, per incassare ingenti quantità di denaro, un sistema molto semplice: offriva ai vari Comuni che aveva contattato la trasformazione dell’impianto di illuminazione a Led, compresa la manutenzione, per svariati anni. Il Comune doveva versare però all’imprenditore il denaro per il pagamento della bolletta Enel. Così facendo l'uomo avrebbe intascato dalle amministrazioni ingenti somme in quanto le spese di energia elettrica con il nuovo impianto si dimezzavano.

L'udienza preliminare è stata fissata per il 23 marzo prossimo.

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