Cronaca

Un anno senza Willy, una morte che scava un solco nelle coscienze 

All'alba del 6 settembre di dodici mesi fa il giovane cuoco palianese aggredito con una violenza inaudita in Largo Oberdan a Colleferro moriva per i colpi ricevuti su tutto il corpo

Colleferro e Paliano oggi ricordano la morte drammatica ed ingiusta di Willy Monteiro Duerte. Il giovane cuoco di soli 21 anni che esattamente un anno fa è stato assassinato a pugni e calci per aver cercato di difendere un amico vittima di un gruppo di balordi nel pieno centro di Colleferro. Gli stessi malviventi pochi istanti dopo prenderanno di mira Willy, che aveva osato intromettersi, per picchiarlo senza pietà.

Un'aggressione disumana

Un'aggressione disumana e spietata che ha lasciato sgomenta e annichilita l'intera nazione: era l'alba del 6 settembre 2020. Nonostante i soccorsi e nonostante i tentativi di rianimarlo, Willy Monteiro muore poco dopo l'arrivo al pronto soccorso e sulla città di Colleferro e su quella di Paliano cala la disperazione. Decine di giovani che si sono ritrovati ad assistere alla rissa decidono di rompere il silenzio e mentre Willy lotta per la sopravvivenza, i carabinieri riescono ad individuare i quattro 'picchiatori' che verranno arrestati a tempo di record nel loro paese di residenza: Artena.

I quattro aggressori che ora rischiano l'ergastolo

Parliamo dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, di Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. Quattro giovani, con precedenti penali e con la passione delle arti marziali che finiscono in carcere con la pesantissima accusa di 'omicidio volontario' con l'aggravante della crudeltà e dei futili motivi. L'unico che ha ottenuto gli arresti domiciliari è stato Belleggia che come i suoi complici è sotto processo dinanzi alla Corte d'Assise presso il tribunale di Frosinone. Il dibattimento dovrebbe concludersi entro il prossimo dicembre quando sarà resa nota la sentenza. Tutti rischiano la pena dell'ergastolo.

Una morte che ha segnato un solco anche nelle leggi

La morte di Willy ha segnato un solco tanto profondo che ha portato il Governo a modificare alcuni aspetti legislativi inerenti le aggressioni e le risse e da qualche mese è stata introdotta una misura restrittiva denominata 'Daspo Willy': chi si rende protagonista di risse e pestaggi viene interdetto da ogni attività pubblica.

Il ricordo di un anno di dolore del primo cittadino colleferrino

Nel giorno del ricordo il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, attraverso la sua pagina social, così scrive: "Un anno può essere considerato poco davanti alla storia, allo stesso tempo può sembrare molto nella vita di una persona. Quanto vale un anno per una comunità? Per varie comunità nel nostro caso? È difficile stabilirlo; personalmente mi sembrò più lunga la giornata del 6 settembre 2020 che questo intero anno trascorso eppure sono trascorsi 365 giorni dall’uccisione barbara di Willy.

Il tempo appare velocissimo questa volta perché il ricordo è ancora nitido, indelebile direi. Il ricordo di un fatto inumano che ha lasciato a terra una giovane e nobile vita, che ha colpito duramente una famiglia perbene, un fatto col quale le nostre comunità mai avrebbero pensato di doversi confrontare.
Siamo convinti che la giustizia farà il suo corso seguendo la verità ed assegnando ai colpevoli la giusta pena; a noi spetta un compito diverso, simile a quello degli educatori e degli insegnati che spesso continuano ad esercitare da soli il mestiere prezioso dell’accompagnamento dei giovani alla vita.

La diffusione della conoscenza, del rispetto, del dialogo e la lotta culturale contro ogni forma di violenza e di discriminazione sono il nostro compito (come istituzioni e come comunità), lo abbiamo riaffermato anche ieri durante la preziosa iniziativa “In Cammino Verso” organizzata dalle associazioni. Siamo vicini, come ogni giorno dell’anno, alla famiglia Monteiro Duarte. Siamo all’opera assieme agli enti locali ed alla Regione, come ogni giorno dell’anno, affinché la memoria collettiva custodisca il sacrificio di Willy attraverso tutti gli strumenti a disposizione: dalla costruzione della piazza bianca, al monumento contro ogni forma di violenza, all’arte muraria, ai premi e concorsi letterari.
Siamo certi che le parole giuste per descrivere il nostro stato d’animo non le troveremo mai; le azioni, più che le parole, saranno la nostra testimonianza".

Le parole del sindaco Alfieri

E la tragedia ha cambiato anche la vita della comunità di Paliano dove Willy è nato e cresciuto e dove vivono i genitori e la sorella. Anche il sindaco Domenico Alfieri affida ai social il suo pensiero: "Un anno fa, all’alba del 6 settembre 2020, nessuno di noi avrebbe mai immaginato la tragedia con la quale ci saremmo dovuti confrontare, come singole persone e come comunità.
Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che uno dei nostri figli, il nostro Willy, un ragazzo perbene, generoso e pieno di entusiasmo, che si era appena affacciato alla vita, se ne trovasse invece privato, nella maniera più barbara, da dei meschini balordi.
Ucciso a calci e pugni per non aver guardato dall’altra parte, per aver difeso un amico in difficoltà, per aver scelto la pace alla violenza. La scomparsa di Willy Monteiro Duarte, in questo primo anniversario, impone ancora a tutti noi, nessuno escluso, una riflessione seria su chi siamo e cosa vogliamo dal futuro, per noi e i nostri cari, consapevoli della necessità di dover costruire insieme quelle condizioni educative, culturali e sociali indispensabili per contrastare i drammi e le derive che purtroppo avvelenano il nostro presente, sempre più povero di vera umanità.
Oggi, in questa triste occasione, mentre attendiamo la doverosa giustizia dei tribunali, il mio pensiero e le mie preghiere sono rivolte a Willy, a mamma Lucia, a papà Armando, a sua sorella Milena, a tutta la sua famiglia, ai suoi amici e a chi gli ha voluto bene. Ricordare è, al tempo stesso, fonte di sofferenza e conforto: soffriamo per il fatto di non poter più vivere determinati momenti, ma sappiamo che tanto più grande è la perdita, tanto più forte è la memoria che ci unisce, come un ponte indistruttibile, a chi non c’è più.
Oggi ricordiamo con orgoglio Willy: un ragazzo che già era un uomo, e che col suo esempio ci ha consegnato una grande lezione di coraggio, civiltà e altruismo che sta a noi conservare e tramandare".

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