Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Cassino

"Un vergognoso 'derby' tra 'fascisti vs anti fascisti' che ha danneggiato la Città Martire"

Danilo Evangelista di Fratelli d'Italia critica fortemente chi ha compromesso l'immagine di Cassino strumentalizzando la decisione dell'Associazione Albergatori di collocare presso la Grotta di Foltin una stele rievocativa dei fatti storici

Danilo Evangelista

Continua a tener banco la polemica sulla stele (poi rimossa) e riguardante l'indicazione, rivolta ai turisti, della presenta della Grotta di Foltin in via Riccardo da San Germano a Cassino. La grotta, durante la seconda guerra mondiale, venne utilizzata dai paracadutisti tedeschi, i 'Diavoli Verdi' come base logistica. Ad intervenire questa volta è Danilo Evangelista, rappresentante cittadino di 'Fratelli d'Italia', il partito capeggiato di Giorgia Meloni.

Una figuraccia 'planetaria'

"Da cittadino di Cassino sono rammaricato per il grande polverone mediatico sullo stele che doveva essere inaugurato domenica scorsa. Una discussione inopportuna e strumentata che sta danneggiando l’immagine della città di Cassino a livello nazionale ed internazionale. E’ stato creato un caso mediatico per un semplice monumento per memoria dei tanti giovani soldati tedeschi caduti nel nostro territorio durante la Seconda Guerra Mondiale - scrive Evangelista - , in particolar modo si voleva segnalare la grotta Foltin dove vi era il comando della 1^ Divisione Paracadutisti Tedeschi.

Un 'derby' tra 'fascisti ed anti fascisti'

L’iniziativa, soppressa su volontà dall’amministrazione comunale pressata dalle critiche, aveva carattere turistico e culturale, nulla di politico o di revisionismo storico come alcuni esponenti politici locali d’opposizione hanno fatto credere. La mia critica va soprattutto a chi ha strumentalizzato quest’iniziativa accendendo lo scontro sul solito ormai stancante derby fascismo vs antifascismo che a mio avviso andrebbe lasciato sui libri di scuola e non più rievocato.
Nel 2018 è vergognoso distinguere in morti di seria A e di serie B, il rispetto per quei giovani ragazzi caduti non deve mancare indifferentemente dall’uniforme che indossavano perché per il giusto o sbagliato motivo sono stati obbligati dal dovere militare della propria Patria a combattere una guerra indifferentemente dal proprio volere"

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