Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Usura ed estorsione, la Guardia di Finanza e la Procura di Napoli nord arrestano tre persone

Le indagini avviate dopo la denuncia di un imprenditore di Cassino sono state coordinate dal magistrato Cesare Sirignano. Le fiamme gialle del gruppo di Cassino hanno scoperto un giro di 'affari' gestito da campani che applicavano tassi d'interesse al 95% mensili

Il magistrato Cesare Sirignano

Applicavano tassi d'interesse mensili che arrivavano a sfiorare il 95%. E chi non pagava era costretto a subire botte, umiliazioni e minacce di morte. A mettere la parola fine alle vessazioni di un imprenditore sono stati i finanziari del Comando Provinciale di Frosinone e del gruppo di Cassino coordinati magistrato della Procura di Napoli Nord, il dottor Cesare Sirignano. 

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di un commerciante di Cassino che asseriva di essere oggetto di  usura da parte di un imprenditore edile di Caserta. In realtà, a seguito degli accertamenti svolti, emergeva tutt’altro scenario, poiché era l’usuraio ad essere vittima a sua volta di altri soggetti e quindi alla disperata ricerca di liquidità. Difatti, dopo aver ottenuto prestiti per decine di migliaia di euro con interessi superiori alla soglia legale, cui non riusciva a fare fronte, l’imprenditore era rimasto vittima di una spirale perversa, rivolgendosi ad altri strozzini, precipitando sempre più nel baratro della disperazione. In pieno lockdown e nonostante le restrizioni la vittima, nel vano tentativo di ottenere risorse economiche, cercava a tutti i costi di incontrare persone disposte ad offrirgli il denaro che doveva restituire, poiché era sottoposto a continue intimidazioni e minacce di morte, con armi, da parte degli strozzini. È stato accertato come la vittima abbia complessivamente ottenuto in prestito circa 65.000 euro e sia stato costretto a restituirne, solo a titolo di interessi pretesi, oltre 172.000, con un tasso usuraio che sfiora il 95%.

E' emerso, inoltre, come uno dei “cravattari” pretendesse come saldo dei debiti residui, l’abitazione della vittima, una villa del valore di oltre 800.000 euro, prospettando, in caso di mancato rispetto dei termini per i pagamenti delle somme pattuite, ritorsioni anche nei confronti dei familiari. All’esito delle indagini, il Gip del tribunale di Napoli, Raffaele Coppola, ha emesso un’ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere nei  confronti di R.B., di anni 50, residente in Casandrino (NA) e degli arresti domiciliari nei confronti di A.F., di anni 60, e di M.B., di anni 65, residenti a Sant’Antimo (NA), ritenuti responsabili dei delitti di usura ed estorsione aggravate dallo stato di bisogno, dall’esercizio dell’attività imprenditoriale e dall’utilizzo di armi. 
 

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