Scomparsa Capirchio, gli indagati hanno un nome. Il corpo dell'allevatore si cerca nei pozzi

Si tratta di un cinquantenne di Vallecorsa ed il figlio che dovranno rispondere della pesante accusa di omicidio volontario dopo che alcune testimonianze avrebbero fatto cadere i loro alibi

Armando Capirchio

Michele C. ed il figlio Lorenzo, rispettivamente di 50 e 20 anni sono stati scritti formalmente sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di omicidio ed occultamento di cadavere a seguito della scomparsa di Armando Capirchio, l'allevatore di Vallecorsa sparito dalla sua abitazione da ormai tre settimane.

Le testimonianze che hanno fatto cadere gli alibi

Secondo alcune indiscrezioni trapelate ci sarebbero delle testimonianze che avrebbero fatto crollare l'alibi dei due pastori. Sempre da indiscrezioni raccolte sembra che entrambi, nel corso dell'interrogatorio, sarebbero caduti più volte in contraddizione.

Il movente

Il movente andrebbe ricercato in una discussione scaturita da motivi di lavoro, forse proprio una lite la molla che avrebbe fatto scattare la furia omicida a Michele e Lorenzo C. Tra gli elementi che avrebbero indotto i magistrati ad indagare i due pastori sarebbero state anche delle tracce rinvenute su alcuni capi di vestiario e sul fucile dell'uomo che risulterebbe aver sparato.

L'incarico al consulente della Procura

Alle ore 13, il sostituto procuratore Vittorio Misiti, titolare dell’inchiesta, ha conferito l’incarico ad un consulente della procura a cui è stato affidato l’incarico di esaminare i reperti acquisiti nel corso delle indagini. Si tratta di un biologo dei carabinieri del Ris che dovrà procedere inoltre ad effettuare delle comparazioni per accertare se alcune tracce ematiche rinvenute in un sentiero dove sarebbero stati anche trovati numerosi rami rotti e su alcuni vestiti dei due indagati possano appartenere all'allevatore scomparso.  

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Si continua a cercare il corpo nei pozzi della zona

Il conferimento dell’incarico è avvenuto alla presenza del difensori Giampiero Vellucci e Massimo Terrinoni, e dell’avvocato Filippo Misserville che rappresenta i familiari dell’allevatore che si era allontanato dalla sua casa di via Vignali il 21 ottobre scorso senza farne più ritorno. Intanto, si continua a cercare il corpo. Carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile stanno ispezionando tutti i pozzi della zona. Il cadavere dell'uomo potrebbe essere stato gettato proprio in quei cilindri di cemento ricolmi di acqua.

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