Veroli, non vuole restituire il telefonino, suocera ed ex fidanzata gli fratturano il setto nasale

Entrambe rivendicavano lo smartphone molto costoso che il giovane, un ventunenne frusinate, aveva ricevuto in dono durante il periodo di fidanzamento. Il ragazzo avrebbe riferito di essere stato vittima di una vera e propria spedizione punitiva

Botte all'ex fidanzato che non voleva restituire un telefonino che aveva ricevuto in dono. Mamma e figlia, rispettivamente di 43 e 21 anni, finiscono sotto processo per lesioni personali. I fatti risalgono a qualche tempo fa quando la fidanzata aveva deciso di interrompere quella relazione a causa di profonde incomprensioni. Per tale motivo aveva chiesto la restituzione del telefonino. 

La spedizione punitiva

Il giovane le aveva dato un appuntamento. Ma sul posto indicato invece della ex fidanzata aveva trovato anche la madre, il fratellino di dieci anni ed altre tre persone a lui sconosciute. A quel punto il ragazzo aveva detto che la questione si doveva concludere tra loro due e non con terze persone. Erano volate parole grosse ed il giovane subito dopo si era ritrovato a terra sanguinante con il setto nasale fratturato. A suo dire quella spedizione puntiva nei suoi confronti era stata studiata a tavolino.

Il rinvio a giudizio dopo la denuncia

A seguito di tali  fatti l'uomo aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono finite sotto processo per lesioni personali (a causa di quel pestaggio i medici avevano stilato una prognosi di venti giorni) aggravate dal fatto che l'episodio di violenza si sarebbe verificato davanti ad un minore. Le due imputate avrebbero sempre negato ogni addebito sostenendo di non essere state loro ad aggredire il ventunenne. La prima udienza si terrà il prossimo marzo del 2019.

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