Baci e palpeggiamenti ad una giocatrice minorenne, condannato allenatore di calcetto

L'uomo è stato condannato a 14 mesi di reclusione (pena) sospesa. I fatti si riferiscono a sette anni fa quando l'atleta di Villa Santo Stefano che giocava a calcetto non aveva ancora 18 anni

Molestie sessuali su una giocatrice, allenatore condannato a 14 mesi di reclusione (pena sospesa). Si tratta di A. N. un 33 enne originario di Latina ma residente a Villa Santo Stefano in provincia di Frosinone. I fatti risalgono al 2013 quando la  vittima delle molestie, una ragazza ancora minorenne aveva iniziato a giocare a calcetto per una squadra locale. 

Allenatore e molestatore

L'imputato era il suo allenatore. Tra i due che dividevano la stessa passione per il calcio era nata una profonda amicizia.  Sovente capitava che l'allenatore si recasse a casa della giocatrice per accompagnarla sul campo di gioco. Ormai quell'uomo era diventato un amico di famiglia.  E veniamo al giorno della violenza sessuale (per la legge anche la molestia rientra  nel reato di violenza sessuale). 

L'appuntamento a casa della nonna

L'imputato quel giorno si era recato a casa della nonna della minorenne. Era stata proprio la ragazza, a detta dell'imputato a dirgli di andare in quell'abitazione, perchè avrebbero dovuto parlare di tattiche di gioco. Invece, secondo quanto dichiarato dalla vittima che nel processo si è costitutita parte civile, l'allenatore rimasto solo con lei avrebbe tentato di baciarla e di  palpeggiarla.  

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La denuncia

A  seguito di quel comportamento la giovane aveva fatto scattare la denuncia. Le indagini portate avanti in tal senso si erano concluse con un rinvio a giudizio. L'avvocato Angelo Pincivero ha sostenuto nella sua arringa difensiva che la giovane aveva ricevuto quel giorno una telefonata dal suo fidanzato e che questi essendosi accorto che la ragazza non era da sola si era  adirato. Era stato a quel punto  che la ragazza aveva imbastito la storia delle molestie sessuali. Il legale che si è detto molto amareggiato per questa  condanna ha già preannunciato che dopo aver letto le motivazioni della sentenza presenterà ricorso in corte di Appello. 

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