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Cronaca

Zagarolo, Padre Lanfranco Rossi fu ucciso a colpi di bastonate alla testa

Padre Lanfranco Rossi è stato ucciso a bastonate questo è quanto è emerso, nelle ultime ore, dall'esame autoptico richiesto dal Giudice per accertarne le cause del decesso. Ora resta da capire se l'omicidio avvenne nel boschetto o nella casa con...

Padre Lanfranco Rossi è stato ucciso a bastonate questo è quanto è emerso, nelle ultime ore, dall'esame autoptico richiesto dal Giudice per accertarne le cause del decesso. Ora resta da capire se l'omicidio avvenne nel boschetto o nella casa con il corpo che poi venne portato tra gli alberi che circondano la comunità dei preti ricostruttori di Zagarolo?

E’ una domanda alla quale i carabinieri del Comando Gruppo di Frascati stanno cercando di dare una risposta in collaborazione con i colleghi della scientifica. L’indizio principale però sarebbe del sangue lasciato sulla maniglia di una porta e nel bagno della sala di preghiera. Intanto, è stato accertato che dal tabulato telefonico del religios non emerge nessun appuntamento. Padre Lanfranco Rossi non tornava spesso a Zagarolo ma sporadicamente soprattutto nei fine settimana.

Nel momento in cui è stato effettuato l’efferato delitto, a metà aprile 2015, nella casa dormivano sei persone, due sacerdoti e quattro civili e tra loro si sta scavando per poter arrivare alla verità. Da tener presente che Padre Lanfranco Rossi, di Vicenza, era un sacerdote che soffriva di insonnia e non si può escludere che dopo la mezzanotte il sacerdote sia uscito per andare sulla panca immersa nel noccioleto e qui potrebbe essere stato assassinato a bastonate.

Come si ricorderà a metà aprile scorso Padre Lanfranco Rossi si era recato nel fine settimana a Zagarolo, presso la comunità dei Frati Ricostruttori, nella casa di campagna in Via Alain Danielau 16 zona di fronte al cimitero comunale ed adiacente al circolo TC Colle Labirinto.

Padre Lanfranco Rossi apparteneva al gruppo di meditazione profonda dei ricostruttori fondato da padre Cappelletto, era nipote del filosofo vicentino Giuseppe Fagin. La residenza di Zagarolo è composta da un appartamento, lasciato in eredità alla comunità, e quattro ettari di terreno, con noccioleto e olive, oltre alle verdure di stagione. Adesso tutto è sotto sequesto ed ancora oggi sono visibili i sigilli opposti dal maresciallo Francesco Patti.

Oggi la svolta delle indagini che avrebbero accertato che la morte fu causata da un corpo contundente che colpi il religioso alla testa.

Giancarlo Flavi

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