Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Zagarolo, riflessioni post rissa. Per una convivenza pacifica e solidale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Abbiamo appreso dai giornali locali che il 21 agosto, in P.za Indipendenza a Zagarolo, davanti a numerosi testimoni, è scoppiata una rissa che ha coinvolto due gruppi di giovani contrapposti, locali e albanesi. Non...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Abbiamo appreso dai giornali locali che il 21 agosto, in P.za Indipendenza a Zagarolo, davanti a numerosi testimoni, è scoppiata una rissa che ha coinvolto due gruppi di giovani contrapposti, locali e albanesi. Non conosciamo ancora i dettagli di quanto accaduto se non per la velina fornita dalle forze dell'ordine che hanno fermato due giovani albanesi e sequestrato numerosi oggetti contundenti, bastoni sassi, ecc.

Ci sono stati feriti da ambo le parti. Già questo fatto, di parlare di "gruppi" o "parti" distinte e contrapposte ci spiace e ci preoccupa.

Per noi si tratta anzitutto di persone di giovane età e questo pensiamo debba prevalere sulla differenza dovuta alla nazionalità. Apparteniamo tutti e tutte a un'unica specie, quella umana. Abbiamo le stesse emozioni, gli stessi desideri, le stesse necessità. Le differenze di lingua, etnia, costumi dovrebbero essere motivo di conoscenza e arricchimento reciproco, mai di scontro.

Non sappiamo se all'origine della rissa ci siano motivi razziali e certamente è vero che fra molti giovani è diffusa una logica negativa del "gruppo" identitario chiuso ed escludente, a volte basta uno sguardo involontario, una spinta non voluta e scatta la violenza a cui si associano più persone.

Sappiamo di certo che la violenza è una pratica purtroppo molto diffusa in un'epoca in cui sembrano prevalere disvalori, egoismi, competitività. Manca una cultura della solidarietà, dell'accoglienza, manca una coscienza del valore della vita di ogni persona, sembra più semplice lasciarci guidare dal pregiudizio e dalla logica dello scontro piuttosto che metterci in gioco, provare a comunicare con l'altro, l'altra, il presunto "diverso". La società nel suo complesso non aiuta.

A Zagarolo non ci sono luoghi di aggregazione, socialità e impegno comune, ma solo locali e bar dove passare il tempo a bere e questo facilita il nascere di fenomeni di ghettizzazione e separazione. Se tu non fai parte del "mio" gruppo stai fuori, stai lontano da qui se no sono guai. L'incomunicabilità, per lo meno fino ad oggi, fra le diverse comunità locali e straniere indica la necessità che le persone di buona volontà facciano un sforzo per abbattere le separatezze, i silenzi.

Urge un'opera di pacificazione avviando finalmente un dialogo autentico fra coloro che vivono in questo paese passando attraverso relazioni umane di scambio, incontro, conoscenza, solidarietà. Ne avrebbe giovamento il benessere di ogni persona e questo si tradurrebbe anche in immediata maggiore sicurezza per tutte e tutti.

Possiamo scegliere se vivere in una realtà di convivenza "coatta" perché restiamo passivi di fronte ai cambiamenti (e le migrazioni costituiscono un cambiamento epocale, occasione di grande rinnovamento) oppure se costruire una convivenza pacifica e solidale fra persone di culture e provenienze diverse.

Serve il concorso di tanti soggetti diversi, da quelli civili a quelli religiosi, associativi e del volontariato.

Serve, soprattutto, il concorso delle persone comuni, ognuno/a può fare la sua parte. Parliamone. Marco, del Csa di Zagarolo e dintorni

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