Zagarolo, uccise due persone nel novembre scorso. Arrestato pericoloso latitante

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano - coadiuvati da quelli dei Comandi Provinciali di Roma e Lucca e, in stretto coordinamento con i collaterali organi di polizia

Controlli Carabinieri

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano - coadiuvati da quelli dei Comandi Provinciali di Roma e Lucca e, in stretto coordinamento con i collaterali organi di polizia

belga ed albanese, attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia - hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio - Dott.ssa Luisa Bovitutti, nei confronti di 4 persone ritenute responsabili dell'omicidio con armi da fuoco dei cugini, LLESHAJ Agron e LLESHAJ Alban, avvenuto la sera del 10 nov. 2016 a Canegrate (MI). Gli arrestati, catturati nei Comuni di Zagarolo (RM), Altopascio (LU), Lier (Belgio) e Ulez (Albania), erano tutti domiciliati tra i Comuni di San Giorgio su Legnano (MI) e Canegrate (MI) e facevano parte di un gruppo criminale attivo traffico e spaccio di stupefacenti.

Si tratta di:

  • - LLESHAJ Edmond, detto "MONDI", nato a Prosek (Albania) il 11.10.1978;
  • - LLESHAJ Elidon, detto "ELI", nato a Prosek (Albania) il 02.04.1983;
  • - LLESHAJ Pjeter, nato a Prosek (Albania) il 11.10.1980;
  • - NIKOLLI Eduard, detto "EDI", nato in Fushe-Arrez (Albania) il 02.01.1992.

Un quinto uomo, colpito dal medesimo provvedimento, è tuttora attivamente ricercato dalle autorità albanesi in stretto coordinamento con il reparto procedente. Nel corso della perquisizione nella dimora del citato LLESHAJ Pjeter è stato sequestrato un revolver cal.38 con matricola abrasa e n. 19 cartucce (verosimilmente una delle due armi utilizzate nell’agguato) nonché di 18 dosi di cocaina (per un totale di 10 gr. circa) e 3280 euro in contanti, provento dell’attività di spaccio. Mentre a LLESHAJ Edmond veniva sequestrata per possesso ingiustificato di valori, nel corso della perquisizione domiciliare, la somma contante di euro 12.500. La misura cautelare, richiesta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (VA), scaturisce dall'indagine inerente al duplice omicidio avvenuto nella via Ancona di Canegrate (MI), ove, nella predetta data, sono stati rinvenuti, a bordo di un'autovettura ribaltata e attinta da numerosi colpi d'arma da fuoco, i cadaveri dei due cittadini albanesi.

  1. L'attività investigativa, sviluppatasi nei mesi successivi e fino a marzo c.a., anche attraverso intercettazioni attivate dai collaterali mediante rogatoria, ha permesso di:

  • - raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei 5 componenti del gruppo di fuoco, giungendo ad individuare coloro i quali, durante l'agguato, hanno materialmente sparato con due diverse pistole (non ancora rinvenute);
  • - accertare il contesto nel quale il fatto criminoso era maturato ed era poi stato portato a compimento, ovvero una faida tra gruppi criminali rivali operanti nell’ambito del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (in particolar modo cocaina) già entrati in contrasto per la gestione del territorio.

Una permanente, silente e invisibile attività di monitoraggio degli indiziati, anche all'estero, durata fino alle prime luci dell'alba, ha permesso di inseguire gli autori in tutti i loro spostamenti, nelle province di Modena, Pistoia, Pisa, Lucca, Roma, Belgio e Albania, ove gli stessi, immediatamente dopo l'agguato, avevano trovato ospitalità presso connazionali, nel tentativo di sottrarsi, non solo alle indagine, ma anche alle regole del "Kanun", codice medievale ancora oggi applicato soprattutto nel nord dell’Albania (territorio d’origine sia delle vittime sia degli autori) ed alternativo rispetto alla legge statale, che attribuisce ai congiunti delle vittime di un omicidio il diritto di uccidere a loro volta gli autori del fatto o i loro parenti maschi fino al terzo grado, purché di età superiore ai quattordici anni. Infatti, le conversazioni intercettate nella fase iniziale, e che hanno dato l'impulso decisivo alle indagini, mostrano la disperazione delle donne del clan, di fronte al gesto compiuto dai loro congiunti, che biasimano, non tanto l’avere spezzato la vita di due giovani (che esse definiscono meri “operai” nell’organizzazione criminale antagonista, che meritavano, al più, “una tirata d’orecchie”), quanto l’avere legittimato ritorsioni di pari gravità in danno di tutta la famiglia e soprattutto dei figli. La penetrante attività intercettiva ha consentito di ricostruire le fasi principali dell'agguato che si è consumato attorno alle 22:30 del 10 nov. 2016 quando, allorquando gli indagati, capeggiati da LLESHAJ Edmond (il più anziano dei fratelli), già armati di almeno due pistole e bastoni, hanno raggiunto, a bordo di almeno due autovetture, in via Morbegno di Canegrate (MI), l'autovettura Volkswagen Polo condotta da LLESHAJ Alban e con a bordo LLESHAJ Agron. I due, fuori dall'auto all'arrivo degli aggressori, nel salire sul mezzo sono stati investiti da una pioggia di proiettili, almeno 11, di cui 9 sparati da LLESHAJ Elidon con un'arma semiautomatica cal. 40 S&W e ulteriori 2 colpi, da un revolver cal. 38 impugnata da LLESHAJ Pjeter. Nella circostanza, LLESHAJ Agron, riusciva a sedersi sul sedile anteriore lato passeggero, ma rimaneva ucciso poiché colpito a mortalmente nella regione scapolare sinistra, mentre, LLESHAJ Alban, attinto alla nella zona cervicale destra, si metteva alla guida dell'auto tentando la fuga fino a raggiungere la via Ancona ove, perdendo i sensi, andava a collidere con un'auto in sosta, ribaltandosi sulla fiancata destra. La precisione della ricostruzione dei fatti ha permesso inoltre di documentare come, dopo la sparatoria, due degli aggressori, si siano messi all'inseguimento dell'auto delle vittime, fino al luogo del sinistro stradale, per accertarsi che questi fossero deceduti. Nelle ore successive all'assassinio gli indagati hanno prelevato in tutta fretta dalle abitazioni i familiari e si sono diretti nella provincia di Modena ove sono stati ospitati da alcuni connazionali. Pochi giorni dopo, LLESHAJ Elidon, ha lasciato il territorio nazionale alla volta del Belgio ove è proprietario un'abitazione, mentre gli altri complici, in un continuo alternarsi di dimore, raggiungevano gli appartamenti in locazione ove sono stati catturati. Ulteriori indizi provenienti dall'analisi del traffico telefonico di uno degli autori, che aveva avuto l'accortezza di spegnere il proprio cellulare prima dell'agguato, hanno permesso di confermare che si è trattato di un omicidio non commesso a seguito di una repentina decisione o di un raptus ma, all'esito di una lucida preordinazione delle condotte. Gli arrestati, su disposizione dell'A.G., sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio (VA) mentre, quelli catturati in territorio estero, in attesa di ottenere l'estradizione verso l'Italia, resteranno rispettivamente a disposizione dell'autorità belga ed albanese, i cui organismi di polizia e giudiziari hanno collaborato attivamente con il personale del Nucleo Investigativo di Monza con un prezioso scambio info-investigativo, fin dalle prime fasi delle indagini. nato in Albania il 29.06.1987. nato in Albania il 7.06.1980.

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