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Presentata la “Ratafia ciociara” che nasce dal Cesanese del Piglio e dalla DOC del Cabernet di Atina

Questa bevanda alcolica avrà prima il marchio d'origine poi l'IGT grazie alle caratteristiche dei due vini

La  Ratafia  ciociara” avrà il suo marchio d’origine che poi si trasformerà in IGT, grazie alle specificità del Vino Cesanese del Piglio DOCG e del DOC Cabernet di Atina. La bevanda “spiritosa” che si ottiene dall’infusione idroalcolica di visciole o amarene (premus Cerasus spp) e un vino atto a divenire Cesanese del Piglio DOCG o Atina DOC Cabernet dovrà essere lavorata in Ciociaria. Un liquore che può andare dai 17 ai 35 gradi e aromizzato esclusivamente con succhi o infusi naturali di visciole o amarene e/o spezie (cannella, vaniglia, chiodi di garofano, mandorla amara).

Questo quanto è stato presentato alla Camera di Commercio di via Roma a Frosinone e dal Consorzio costituitosi tra produttori di liquori presieduto da Marco Sarandrea di cui parte la Paolucci di Sora ed altri due produttori. Sarandrea ha fatto una bella presentazione di questo prodotto ed ha invitato gli altri produttori ciociari a far parte del consorzio perché da questo si possono trarre solamente benefici.

Poiché una volta ottenuto il riconoscimento ufficiale, che dovrebbe avvenire a breve da parte del Ministero dell’agricoltura presente a Frosinone con alcuni rappresentanti che hanno plaudito l’iniziativa messa in cantiere dal rappresentante dell’Arsial Giovanni Pica.  

Pica che ha praticamente sfornato la scheda tecnica illustrata ai numerosi presenti, affinché il prodotto ciociaro possa decollare e con esso il frutto che consente di avere questo liquore spiritoso che va bevuto fresco dopo ogni pasto. Una volta ottenuto questo riconoscimento i produttori e gli agricoltori potranno trarre benefici dal PSR della Regione Lazio per la produzione, commercializzazione e Pubblicità del prodotto.

Il consorzio della Ratafia della Ciociaria si è “beccato” anche i complimenti del presidente della Camera di Commercio di Frosinone Marcello Pigliacelli: “Un marchio che unisce e per questo che il consorzio è stato bravo, anzi sono stati bravissimi”.

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