Coronavirus, verso la Fase 2: in crisi ed emergenza, ma ripartirà il motore spento dell’economia

In provincia di Frosinone, dove si contano già oltre 2.000 domande di cassa integrazione in deroga, il Decreto Covid-19 ha sospeso quasi il 63% delle industrie e oltre il 50% delle attività commerciali. Ecco i dati Istat, anche a livello comunale

In vista della Fase 2 dell’emergenza sanitaria e della crisi socio-economica da Coronavirus, quella della convivenza in sicurezza con il Covid-19 nella vita di tutti i giorni e in ambito lavorativo, l’Istat fa sapere che il Decreto contenitivo ha sospeso potenzialmente in provincia di Frosinone 4.422 industrie (62,8% del totale) e 14.853 imprese del settore dei servizi (56%), ossia in tutto 19.275 imprese animate da 49.749 addetti e lavoratori (nell’ordine 25.631 e 24.118), e con un flusso d’affari annuale di oltre 9 miliardi di euro. Di contro, il motore essenziale dell’economia che, con tutti i "se" e i "ma", è rimasto in attività: 2.622 aziende industriali (37,2%) e 11.655 attività commerciali (44%), con i loro 59.956 attori (rispettivamente 17.233 e 42.723) e un fatturato complessivo da quasi 10 miliardi di euro. Resta il fatto che, nel quadro del Decreto Cura Italia, la Regione Lazio ha fatto sapere che ha per ora caricato sul proprio sistema informatico 30.972 domande di accesso alla cassa integrazione in deroga e che il 6,7% di queste (2.075) provengono dalla provincia di Frosinone.

La nota medologica dell'indagine Istat

Sono stati utilizzati i più recenti dati disponibili (2017) – ciononostante molto indicativi, considerando una compensazione dei tassi di natalità e mortalità delle imprese – l’Istituto Nazionale di Statistica precisa che “la classificazione in ‘attiva’ e ‘sospesa’ - si legge testualmente - deriva esclusivamente dal settore di attività (codice Ateco) a cui appartiene (l’impresa, ndr). Non si dispone, invece, di informazioni - evidenzia poi - che colgano l’eventuale sospensione o chiusura dell’operatività di imprese appartenenti a settori ‘attivi’ così come di unità che, pur appartenendo ai settori ‘sospesi’, si avvalgono della deroga al divieto richiesta, con meccanismo di silenzio-assenso, alle rispettive Prefetture”. In pratica, c’è chi avrebbe potuto aprire ma ha preferito chiudere, e chi avrebbe dovuto chiudere ma, con le dovute precauzioni, non è stato costretto a farlo.

Comuni della provincia di Frosinone: i settori attivi dell'industria

L’Istat, tra i settori dell’industria, ha incluso fabbriche, edilizia e parte del terziario. Tra le 2.622 aziende che hanno avuto il via libera, in quanto ritenute essenziali, la maggior parte è situata ovviamente in alcuni dei maggiori Comuni della provincia: Frosinone (353), Cassino (204), Sora (182), Anagni (143), Veroli (136), Ferentino (126), Alatri (119), Ceccano (104), Isola Liri (77), Monte San Giovanni Campano (54), Ceprano (49), Fiuggi e Piedimonte San Germano (46), Arpino (45) e Paliano (42). Tra i 14.120 addetti e lavoratori rimasti attivi, 3.801 a Frosinone, 2.233 ad Anagni, 1.600 a Ferentino, 1.213 a Cassino e 1.206 a Sora.  

Comuni della provincia di Frosinone: i settori sospesi dell'industria

Rispetto ai settori dell’industria, invece, la sospensione delle attività (in tutto 4.422) ha inciso maggiormente nelle seguenti cittadine: Frosinone (463), Veroli (385), Alatri (299), Cassino (263), Monte San Giovanni Campano (233), Anagni (223), Boville Ernica (215), Sora (214), Ferentino (158), Ceccano (142), Isola del Liri e Paliano (90), Pontecorvo (82), Fiuggi (69) e Atina (66). A livello di addetti e lavoratori, vista la presenza della Fca, spicca Piedimonte San Germano (4.144) e seguono a ruota Frosinone (3.262), Anagni (2.215), Cassino (2.001) e Veroli (1.286).   

Comuni della provincia di Frosinone: i settori attivi dei servizi

In quanto ai settori dei servizi commerciali, la relativa graduatoria delle imprese attive vede, nell’ordine, Frosinone (2.707), Cassino (1.651), Sora (1.061), Alatri (672), Anagni (642), Ferentino (578), Ceccano (575), Veroli (517), Isola del Liri (442), Fiuggi (438), Pontecorvo (355), Monte San Giovanni Campano (256), Ceprano (220), Roccasecca (203) e Paliano (201). In relazione al personale dipendente e indipendente, invece, la relativa classifica ne conta 9.273 a Frosinone, 5.275 a Cassino, 2.777 a Sora, 2.532 ad Anagni e 2.224 a Ferentino.  

Comuni della provincia di Frosinone: i settori sospesi dei servizi

Precisando, infine, che dai settori dei servizi sono esclusi per definizione agricoltura, credito e assicurazioni, pubblica amministrazione e parti importanti dei servizi personali – che non rientrano nel campo dell’osservazione delle statistiche sulle imprese e, in ogni caso, hanno avuto l’autorizzazione alla prosecuzione della propria attività – ecco i Comuni in cui sono state sospese più attività commerciali: Frosinone (1.964), Cassino (1.204), Sora (857), Alatri (636), Veroli (505), Ceccano (495), Anagni (492), Ferentino (466), Isola del Liri (351), Fiuggi (307), Monte San Giovanni Campano (225), Ceprano (213), Pontecorvo (212), Paliano (164) e Atina (156). Di operatori commerciali, oltre che nel Capoluogo (4.582), ne sono stati fermati di più a Cassino (2.807), Sora (1.735), Anagni (1.525) e Ceccano (1.203).    

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