Frosinone, la CopAgri chiede il latte Dop Italia per togliere le varie sperequazioni

Il presidente della CopAgri lombardia Roberto Cavaliere, chiede all’Europa il riconoscimento del Latte “Dop per  l’Italia”. Al fine di evitare tutte le sperequazioni che ci sono tra le varie regioni, anche perché l’Estero “ha fame di Italia”.

Copagri cincontro latte

Il presidente della CopAgri lombardia Roberto Cavaliere, chiede all’Europa il riconoscimento del Latte “Dop per l’Italia”. Al fine di evitare tutte le sperequazioni che ci sono tra le varie regioni, anche perché l’Estero “ha fame di Italia”.

Questo nella sostanza quanto emerso dal convegno organizzato nella sede della CopAgri di Frosinone, dove l’illustre ospite, arrivato in Via Armando Fabi insieme al vice presidente Nazionale Alessandro Ranaldi, ha tenuto un’interessante incontro illustrando quanto si sta facendo, soprattutto in Europa, dove non si conoscono minimamente i problemi degli agricoltori italiani, ma solo la bontà dei prodotti.

Presentato dal Presidente Provinciale della Copagri Fabrizio Neglia che ha evidenziato il grave problema del momento soprattutto nel reparto lattiero Caseario, anche in provincia di Frosinone.

Roberto Cavaliere si è presentato affermando che è un produttore che da venti anni produce latte e vuole lavorare per la tutela del latte italiano che non ha nulla da spartire con il latte delle altre nazioni e lancia subito il nuovo progetto della “DOP" per il latte Italiano perché è veramente unico in Europa e nel mondo. E’ stato uno dei fondatori per le quote latte e quella è stata una manifestazione nata male e mal gestita. Poi ha annunciato che è stata fatta un’associazione europea di agricoltori di 18 paesi ed ha annunciato il progetto nazionale del latte Dop Italia visto che: "c’è una giungla di etichette che localizzano il tutto e per arrivare al consumatore", in modo da avere qualche centesimo in più per i produttori li ha invitati a fare le cooperative per la commercializzazione per tutte le filiere dell’Agricoltura: Latte, Olio, frutta e carne del buono e onesto. “L’Italia ha un prodotto unico. La Germania non ha la nostra professionalità che abbiamo noi e soprattutto non hanno i prodotti. Noi abbiamo qualità dei prodotti che da soli sono in grado di mettersi in commercio ecco perché si devono fare le cooperative per staccare qualche centesimo in più per guardare avanti a medio e lungo termine”. Poi ha parlato del Parmigiano Reggiano che ha istituto anche delle filiere all’estero negli ex paesi dell’est tanto da aver raddoppiato il Dop e come si fa ad esempio a riconoscere quello che si produce in questi paesi?.

Poi tornando a parlare del latte italiano ha invitato gli agricoltori presenti “ad alzare la testa perché non si può produrre latte a qualsiasi costo e quindi si deve modificare anche il sistema. E’ necessario fare un passo indietro e guadagnarci tutti e la CopAgri è stata l’unica a denunciare le defaiance dell’ultima Pac che è stata una porcata. Noi abbiamo bisogno di un modello che deve guardare avanti perché nel mondo c’è una fame spaventosa che guarda all’Italia”.

E’ stata per gli agricoltori ciociari una bella boccata di ossigeno, tanto che è già stata fissata un’altra riunione per il 24 di Febbraio, per essere operativi anche in Ciociaria. Numerosi gli agricoltori ciociari presenti. Sul posto è anche intervenuto l’ing.Gianluca Quadrini, Presidente della XV Comunità montana Valle del Liri, che ha dichiarato: “ E’ giunto il momento di trovare un nuovo slancio e definire un nuovo orientamento politico economico del mercato per salvare le nostre aziende. Il nostro territorio va valorizzato attraverso la cura dell’alimentazione e la gestione a lungo termine dell’allevamento e dell’agricoltura. In questa situazione di perdurante crisi del mercato lattiero caseario come ente montano abbiamo l’onere di contribuire a risanare il comparto. Oltre ai programmi per prevenire e gestire i momenti di crisi economica è importante istituire una sorveglianza per garantire un prezzo latte alla stalla che riconosca i costi reali di produzione. Vale a dire partire dalla materia prima, vietando l’uso della chimica, istituire una Dop sul latte e non solo sui prodotti trasformati e pianificare campagne alimentari”.

Giancarlo Flavi

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