Osservatorio Fnc su bilanci Srl: 'Nel Lazio la provincia in maggior sofferenza è Frosinone'

In caduta libera, nel primo semestre dell'anno domini Coronavirus, il fatturato delle aziende ciociare:-21.4%. In Italia, per il report di Consiglio e Fondazione nazionale commercialisti, bruciati 280 miliardi. Miani: 'Fondamentale una riforma fiscale'

L’Osservatorio sui bilanci delle Srl, nucleo di Consiglio e Fondazione nazionale commercialisti (Fnc), ha misurato l’impatto dell’emergenza Coronavirus sul fatturato delle aziende italiane (Spa e Srl) nel primo semestre del 2020. In un’Italia in cui sono stati bruciati 280 miliardi (-19.7%), purtroppo, la provincia di Frosinone (-21.4%) è quella che ha accusato maggiormente gli effetti della pandemia ed è più in sofferenza a livello regionale. A ruota Rieti (-20.8%), Viterbo (-18.9%), Latina (-18.1%) e Roma (-16.1%).

Perdita di fatturato nelle province

L’area metropolitana della Capitale, infatti, è tra quelle che hanno resistito meglio allo ‘tsunami’ economico, piazzandosi dietro a Siracusa (-13,7%) e Cagliari (-13,8%), e davanti a Genova (-16,5%) e Trieste (16,7%). Queste, invece, le province del Belpaese con le performance peggiori: Potenza (-29,1%), Arezzo (-27,2%), Fermo (-26,3%), Chieti (-25,8%) e Prato (-25,3%).

Perdita di fatturato nelle macroaree

Il Centro Italia (-18.3%), dal canto suo, sta meglio dei sofferenti Nord-Est (-21.3%), Meridione (-21.2%) e Nord-Ovest (-19.5%), ma non delle Isole (-17.6%). “Le differenze territoriali – evidenziano dall’Osservatorio Fnc - riflettono la diversa struttura produttiva territoriale, soprattutto la differente composizione del peso del fatturato proveniente dalle attività industriali e del commercio che esprimono il peso maggiore in termini di fatturato delle società di capitali italiane e che risultano essere anche le attività più interessate dal lockdown”.

Miani (Fnc): “Intervenire su versante fiscale e clima di sicurezza”

“Quella che emerge - commenta il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani -  è una cifra impressionante che non può non destare enorme preoccupazione per il destino delle imprese italiane. Adesso è urgente intervenire per spingere la ripresa, sia con interventi di alleggerimento della pressione finanziaria sulle imprese, a partire dal versante fiscale, sia con interventi che rafforzino il clima di sicurezza generale e quello più specifico nei settori produttivi”.

Miani (Fnc): “No a intervento su Iva, sì a ecobonus al 110%”

“Non ci sembra appropriato - ritiene lo stesso Miani - l’eventuale intervento sull’Iva, oneroso per il bilancio pubblico ma molto poco stimolante per la ripresa di consumi e investimenti, mentre molto importanti appaiono gli interventi di stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però che vengano lanciati velocemente in un quadro regolatorio il più chiaro e trasparente possibile”.

Miani (Fnc): “Fondamentale una riforma fiscale”

“Sarà fondamentale - conclude - disegnare nel medio periodo una riforma fiscale che completando il riequilibrio ormai interrotto tra la tassazione sul lavoro e quella sui consumi, riduca la pressione fiscale sul ceto medio e sui giovani, così da favorire sia un accrescimento del reddito spendibile da parte delle famiglie con figli, che hanno una più elevata propensione al consumo, sia incentivando la propensione a lavorare delle fasce più deboli e l’emersione del nero”.

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