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Piglio, Per il vino Cesanese docg un’annata da ricordare

Un’annata paragonabile a quella del 1964, 1970, 1983, 1995, del 2000, del 2003 e del 2008” dicono gli esperti; e non c’è dubbio che gli intenditori collocheranno le bottiglie di vino di questa annata tra i “pezzi di pregio” della loro enoteca”.

Un'annata paragonabile a quella del 1964, 1970, 1983, 1995, del 2000, del 2003 e del 2008" dicono gli esperti; e non c'è dubbio che gli intenditori collocheranno le bottiglie di vino di questa annata tra i "pezzi di pregio" della loro enoteca".

L'andamento stagionale asciutto e le continue giornate di sole associate al gran caldo afoso dei mesi di Luglio e di Agosto, hanno favorito già la maturazione delle uve bianche facendo anticipare nelle campagne di Piglio e dei paesi limitrofi la vendemmia e il prodotto -a detta degli esperti- risulterà perfettamente sano e con elevata gradazione zuccherina in quanto sono stati trascurabili gli attacchi di ìdio e di peronospera.

I riti "Bacchici" hanno già preso il via con le uve bianche, le prime che in questo mese di Settembre sono maturate, dalle quali nascerà la "Passerina del Frusinate" o "Frusinello", per proseguire poi nel mese di Ottobre con le uve nere da dove viene fuori il delizioso e quanto robusto "Cesanese del Piglio". Che il vino è vita ormai lo sanno tutti, più volte citato da Gigi Proietti in TV.

Una clamorosa statistica ha dimostrato che a minor consumo di vino corrisponde una maggiore quantità di infarti. "Gli astemi moriranno d'infarto in numero due volte maggiore dei moderati bevitori" dice Leroy Creasy, professore di Fitologia presso la Cornell University di New York. Infatti un buon bicchiere di vino abbassa il tasso di colesterolo nel sangue e mette al riparo dai disturbi cardiaci. Infatti negli Stati Uniti dove si è avuto un aumento del consumo del vino pari al 52% si è avuta una discesa delle mortalità per infarto del 22 per cento.

Per cui mai come questa volta sembra opportuno rifarsi alla saggezza degli antichi citando un detto famoso "prosit"..!

Purtroppo troppi fattori congiurano contro la coltivazione della vite, non ultimi, il progressivo abbandono delle terre e il cambio di destinazione di alcuni terreni da agricoli ad aree fabbricabili.

Altro punto dolente è il centro di trasferenza che accoglie i rifiuti dei comuni limitrofi realizzato con ordinanza n° 26 del Presidente della Giunta regionale Badaloni.

Per chi non lo sapesse questo centro di trasferenza è stato posto nel cuore della campagna pigliese dove si produce il vino doc.

Dunque, quale sarà il futuro del Cesanese?

Giorgio Alessandro Pacetti

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