Crisi dell'edilizia, dati choc per la Ciociaria

Nessun segnale positivo all'orizzonte per uno dei comparti trainanti dell'economia locale e regionale

Quattordici mila posti di lavoro persi, 1.700 imprese chiuse, 100 milioni di euro di massa salari persa dai lavoratori e 12 milioni di ore lavorate in meno. Sono gli effetti della crisi che tra il 2008 e il 2017 ha colpito il settore dell'edilizia nei territori di Frosinone e Latina, un tempo uno dei comparti di punta per l'economia regionale. Questi i dati forniti dal commissario della Filca Cisl Lazio Sud, Fabio Turco, nella relazione presentata al congresso straordinario, al termine del quale sono stati eletti i due nuovi segretari generali della Filca Cisl di Frosinone, Attilio Vellocchia, che avrà come componenti di Segreteria Giustino Gatti e Andrea Di Folco, e di Latina Paolo Masciarelli che si avvarrà come componenti di Segreteria di Luigi Cardinale e di Emanuele Carnevale.

Nuovi investimenti ed infrastrutture

Numeri che, per il sindacato, "devono far riflettere e che riguardano il settore trainante dell'economia regionale, l'edilizia: una crisi che dura da dieci anni e che ancora oggi non lascia intravvedere segnali positivi". "Rimettere in moto l'edilizia vuol dire dare ulteriore slancio all'economia regionale e offrire l'opportunità a chi è stato espulso dal mercato di avere un'opportunità. Per questo chiediamo nuovi investimenti e la realizzazione di infrastrutture che migliorino i collegamenti tra le due province, come l'autostrada Roma-Latina e la complanare Cisterna-Valmontone".  

Colpa alla lentezza burocratica

"I dati relativi all'occupazione nel comparto edile fotografano una situazione da codice rosso, un dramma occupazionale", dichiara il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. "Ritengo che la crisi dell'edilizia sia da imputare, in primis, ad una burocrazia che dà vita a tempistiche inaccettabili, che sono alla base della paralisi che investe il Paese, con cantieri che stentano a partire.

Pressione fiscale alle stelle

Gli imprenditori edili che ho avuto modo di incontrare lamentano, accanto alla burocrazia, una pressione fiscale che rende sempre più difficile garantire posti di lavoro per i dipendenti e che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa dell'impresa. A ciò si aggiungono i necessari investimenti nel sistema infrastrutturale che darebbero un maggior impulso alla crescita del comparto edile.

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Morti sul lavoro

Mi preme, infine, evidenziare che le morti bianche nel mondo dell'edilizia, sono, purtroppo all'ordine del giorno nel Paese. Tra il 2008 ed il 2017 hanno perduto la vita tra le province di Latina e Frosinone, come denunciano i sindacati, 36 operai nei cantieri. Ciò significa che si deve necessariamente prestare maggior attenzione al tema della sicurezza sul lavoro, nei cantieri, nella ferma convinzione che la sicurezza non possa e non debba rappresentare un' ulteriore tassa a carico delle imprese" .

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