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Venerdì, 20 Maggio 2022
Crollo dell'imprenditoria femminile

Covid, chiuse oltre seimila imprese guidate da donne: in Ciociaria sono oltre il 27% del tessuto produttivo

Tra le province con più aziende femminili c’è anche quella di Frosinone. Nel rapporto Unioncamere-Infocamere, curato dall’apposito osservatorio, spicca però il conto salato della pandemia

Sono soprattutto alcuni dei settori a maggior partecipazione femminile a pagare salato il conto della pandemia e delle chiusure forzate che si sono succedute da marzo 2019. Anche e soprattutto in provincia di Frosinone, tra quelle in cui le imprese femminili superano il 27% del tessuto produttivo locale.

Primo tra tutti a livello nazionale, come riporta l’Adnkronos, il Commercio. Conta quasi 6.300 imprese guidate da donne in meno, l'Agricoltura (circa 3.500 in meno) e il manifatturiero (circa 1.500 in meno). Lo rende noto l'Osservatorio per l'imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere.

Più dinamici e proattivi risultano invece alcuni comparti a maggior contenuto di conoscenza, secondo una tendenza in atto da tempo, come le Attività professionali, scientifiche e tecniche (+3.751 le imprese femminili), i Servizi di informazione e comunicazione (+1.014), l'Istruzione (+524) e la Sanità (+468). Bilancio positivo anche per il settore immobiliare e finanziario (+1.929) e per il Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+2.195).

Molise, Basilicata, Abruzzo e Umbria risultano a fine 2021 le regioni a maggior incidenza di imprese femminili. Nove le province, tutte del Sud e del Centro, in cui le imprese femminili superano come detto il 27% del totale: oltre a Frosinone, Benevento, Avellino, Chieti, Grosseto, Enna, Campobasso,  Viterbo e Isernia.

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