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Roma - Ginevra, passo avanti verso una tutela internazionale più ampia delle indicazioni geografiche

Un grande lavoro di squadra si è svolto nelle scorse due settimane a Ginevra in occasione della revisione dell'Accordo di Lisbona in materia di protezione e registrazione internazionale delle denominazioni d'origine presso la sede...

Un grande lavoro di squadra si è svolto nelle scorse due settimane a Ginevra in occasione della revisione dell'Accordo di Lisbona in materia di protezione e registrazione internazionale delle denominazioni d'origine presso la sede dell'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI/WIPO).

Il testo diramato è il frutto di lunghe trattative multilaterali tra i Governi promotori del suddetto Accordo e sancisce un deciso passo in avanti verso una più efficace tutela internazionale delle IG, con l'auspicio che altri Stati possano aderire al Nuovo atto, mantenendo peraltro un livello di protezione elevato ed uniforme per tutte le IG. Importante è stata la reazione compatta nei confronti di alcuni Paesi, anche non aderenti all'Accordo, intenzionati a sfruttare l'occasione per cercare di indebolire il sistema delle Indicazioni Geografiche.

Indispensabile il lavoro svolto dai Ministeri delle Politiche Agricole, dello Sviluppo Economico e Affari Esteri, che hanno coinvolto anche Aicig, rappresentata a Ginevra dagli avvocati Giorgio Bocedi e Simone Calzi. La delegazione italiana ha lavorato incessantemente durante le due settimane di incontri ed è stata sempre in prima fila nel richiedere le integrazioni al testo dell'Accordo con lo scopo di ottenere una maggior tutela per le denominazioni di origine.

"L'applicazione dell'Accordo di Lisbona - dichiara Pier Maria Saccani, Segretario Generale di Aicig - ha generato importanti risultati in passato ed è uno strumento fondamentale per la tutela delle denominazioni di origine a livello internazionale. L'esito positivo delle complesse trattative multilaterali per la revisione dell'Accordo, conseguito anche grazie all'ottimo lavoro svolto in questi mesi dai Ministeri italiani coinvolti, evidenzia ancora una volta il ruolo fondamentale e l'importanza di una protezione più estesa delle indicazioni geografiche anche fuori dall'Europa."

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