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Lunedì, 27 Maggio 2024
Economia

Roma, nasce il tappo 2.0 tecnologico ed intelligente

Che sia di sughero, sintetico, di plastica, di vetro o a corona, il tappo continua a delineare la differenza culturale tra il vecchio e il nuovo mondo del vino. E’ comunque ancora lontana la sentenza definitiva sulla tipologia di chiusura migliore...

Che sia di sughero, sintetico, di plastica, di vetro o a corona, il tappo continua a delineare la differenza culturale tra il vecchio e il nuovo mondo del vino. E’ comunque ancora lontana la sentenza definitiva sulla tipologia di chiusura migliore in assoluto, quantunque ricerca e tecnologia si diano un gran da fare per fornire una risposta esauriente. Insomma un bel dilemma per tutti: produttori, enologi e critici. Il fascino del tappo di bottiglia esercita ancora oggi un forte ascendente sul consumatore nel cui immaginario il tappo di sughero è tradizionalmente associato al vino di qualità: infatti fin dall’antichità i tappi di sughero furono utilizzati per chiudere le anfore! Il sughero venne scelto in virtù di alcune straordinarie caratteristiche che, nell’insieme, lo rendono un materiale idoneo per tappare le bottiglie di vino: è impermeabile ed elastico per cui garantisce un’ottima aderenza al collo della bottiglia isolando il vino dagli agenti esterni; inoltre presenta delle microporosità naturali che consentono una lentissima ossigenazione del vino. Il tappo di sughero è quindi il tappo della tradizione e del fascino e tuttora è la strada maestra per l’invecchiamento in bottiglia.

La supremazia del tappo di sughero è però oggi messa in discussione non solo dall’abbondanza delle alternative, dalla varietà dei canali di distribuzione e dalla molteplicità dei modelli di consumo del vino, ma soprattutto dalla scarsità dell’attuale popolazione mondiale di sughere (Quercus Suger L.) in relazione alla crescente domanda dovuta all’incremento della produzione mondiale di vino, a sua volta riconducibile all’aumento dei paesi produttori: dagli Stati Uniti all’Australia e Nuova Zelanda, dall’America del Sud al Sud Africa.

Un ulteriore duro colpo è oggi sferrato anche dalle moderne tecnologie che stanno tentando di scalzare la predetta indiscussa supremazia. E’ nato infatti il "Tappo Intelligente" il cui prototipo, selezionato dal Maker Faire Roma 2015, è stato brevettato e presentato all' Università Sapienza dal 16 al 18 Ottobre u.s. da tre ingegneri informatici: un gruppo di tre amici uniti dalla passione nel trovare soluzioni innovative e pratiche su questioni complicate. Il Tappo 2.0, come sottolineato dall’Ing. Giovanni Guarnieri, ha come obiettivo quello di analizzare parametri significativi di liquidi alimentari: vino, acqua, latte, superalcolici e bevande in genere. Di fatto si tratta di un sistema elettronico contenuto nel tappo dei contenitori dei suddetti liquidi e, nel caso di anomale alterazioni - già presenti o in via di formazione - dei parametri, rispetto ai modelli di riferimento, segnala e comunica immediatamente l'evento all'utente e/o all'utilizzatore finale tramite diverse modalità visive ed applicative. L'aspetto realmente innovativo del dispositivo è, dal lato industriale, quello di riuscire a permettere il controllo dei liquidi alimentari con un sistema a basso costo senza dover eseguire misure mirate e senza dover essere fisicamente presenti per portare a termine detto controllo. Mentre, dal lato del consumatore, esso permette, attraverso l'uso di un semplice smartphone e prima di acquistare il prodotto, di controllare lo stato di conservazione delle sostanze e dei vari componenti organolettici. In pratica la tecnologia viene in soccorso dei produttori ed imbottigliatori, visto che l’incidenza media stimata delle alterazioni organolettiche è tra l’1% ed il 15% ; ma è soprattutto di forte ausilio per gli amanti del nettare di Bacco perché permetterà di escludere, già al momento dell’acquisto, il vino “che sa di tappo” !

Giorgio De Rossi

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