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Tutto pronto per l'Atina Jazz festival edizione 2023

“Con l’edizione numero 37 del nostro Festival, si riaccendono le luci sulla kermesse musicale che è l’architrave della tradizione jazzistica nel Lazio meridionale” è l’annuncio del Direttore Artistico del Festival, il dottor Leonardo Manzari

È in arrivo l’edizione numero 37 di Atina Jazz Festival che dal 1986 porta nel cuore del Basso Lazio e soprattutto nel capoluogo della Valle di Comino, la grande musica e tantissime icone musicali del Jazz italiano ed internazionale.

Dopo il successo dell’edizione numero 36 ritorna dunque questo stile di musica contemporaneo, nato nelle regioni meridionali degli Stati Uniti, ad Atina e, come detto, nella Valle di Comino. Un annuncio importante per tutti gli appassionati della musica raffinata.

“Con l’edizione numero 37 del nostro Festival, si riaccendono le luci sulla kermesse musicale che è l’architrave della tradizione jazzistica nel Lazio meridionale” è l’annuncio del Direttore Artistico del Festival, il dottor Leonardo Manzari Dopo l’edizione della scorsa estate che ha segnato il consolidamento della memoria musicale jazzistica atinate, la nostra macchina organizzativa si è rimessa in moto già da mesi. Che Festival sarà? Sarà un Festival che dovrà raccontare ancora una volta belle storie di musica, sarà un Festival che cercheremo di rendere sempre più possibile appetibile per il nostro affezionato pubblico. Sarà un Festival che, ci auguriamo, sia in grado di rievocare i fasti della tradizione voluta da Vittorio Fortuna e che sia in grado di sostenere, nella memoria dei melomani, un rinnovato spirito e soprattutto ad una serie di preziose novità che serviranno per l’energia del Jazz sotto le stelle della Valle di Comino. Colgo l’occasione per ringraziare sin d’ora il nostro main sponsor, la Banca Popolare del Cassinate, che nella persona del suo Presidente, il Prof. Vincenzo Formisano, e del Consiglio di Amministrazione, ha voluto confermare la vicinanza alla cultura ed alla musica colta che nella XXXVII edizione del Festival regaleremo al nostro pubblico. Non voglio dimenticare nei ringraziamenti anche il Comune di Atina e tutti quelli che muovono la macchina organizzativa di questa manifestazione nella fattispecie all’Associazione Kunoichi, soggetto attuatore della trentasettesima edizione di ATINA JAZZ. L’Associazione è partita con la produzione della stessa, nell’ottica di offrire al territorio un Festival che sia in grado di dialogare con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, con i cittadini, con le realtà commerciali e imprenditoriali, con tutti gli appassionati del settore musicale” continua il Direttore Manzari.

L’evento musicale di quest’anno sarà in quest’occasione presentato alla stampa ed al pubblico come confermano dalla Direzione dello storico Festival che nasce appunto nel 1986, grazie alla visionaria passione dell’avvocato Vittorio Fortuna e di un manipolo di appassionati di musica jazz oltre agli sforzi congiunti del Comune di Atina, della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, con il patrocinio della Provincia di Frosinone, del Conservatorio di Musica L. Refice di Frosinone, dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale, della CNA Imprese di Frosinone, della Camera di Commercio di Frosinone e Latina.

Quest’anno, per l’edizione 2023, quella del trentasettesimo compleanno del Festival, “il progetto è stato quello di portare ad Atina una proposta articolata di Jazz” riprende il Direttore del Festival, Leonardo Manzari “continuando nel solco della rappresentazione, il più significativa possibile, dello stato di salute del jazz italiano e di alcune delle tendenze più rilevanti in atto nel nostro Paese. Ma oltre questo anche di continuare ad aprire le porte del Festival all’estero ed alle sonorità più recenti, in termini temporali, del Jazz internazionale”.

“L’obiettivo della nuova edizione è quello di confermare il prestigio che il brand di Atina Jazz incarna e di rinnovarne lo spirito culturale attraverso la conferma di questa idea dell’Italia in Jazz” afferma il Direttore Artistico del Festival. “Il Jazz nasce negli Stati Uniti, precisamente a New Orleans tra le comunità afroamericane. Le sue caratteristiche fondamentali sono l’improvvisazione, anche un tono melanconico ed un ritmo decisamente swing” continua Manzari. “E allora abbiamo cercato, in primis, di trasferire queste impronte anche all’edizione numero 37. Da Vittorio Spina, passando per Arturo Agazzi e Carlo Benzi fino ad arrivare a Natalino Otto e ai nostri giorni questa è la tradizione del Jazz italiano e noi vogliamo farla rivivere anche in questa edizione anche grazie al coinvolgimento di nuove e giovanissime realtà del panorama jazzistico. Desideriamo infatti sottolineare come la tradizione jazzistica tricolore sia ricchissima, ma oltre a questa, ho voluto riaprire le porte del nostro Festival anche alla musica d’oltralpe. Aprendoci all’estero, ho coltivato la speranza di aver realizzato un mix che possa attrarre l’appassionato” il racconto di Leonardo Manzari.

Il Direttore Artistico poi continua “Il secondo motivo è perché la Direzione del Festival Jazz di Atina ritiene fermamente che in questi tempi moderni, la nostra penisola possa garantire ed offrire al pubblico appassionato di questa musica colta un’offerta musicale probabilmente “non mainstream” ma sicuramente attraente e soprattutto innovativa per certi versi nel periodo culturale che stiamo vivendo”.

“Abbiamo perciò deciso di muoverci nel solco della tradizione italiana e mittleuropea con una programmazione articolata nelle quattro serate canoniche (20-23 luglio 2023, ndr) oltre a tre eventi che illustreremo nella Conferenza di lunedì prossimo e che, ne sono certo, saranno in grado di offrire occasioni sicuramente per la passione musicale, ma anche di propaganda della cultura che attorno alla musica jazz ruota. Abbiamo voglia poi di garantire all’appassionato la possibilità di apprezzare l’offerta turistica del territorio atinate e dunque il Festival che rappresenta un volano di valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico di Atina e della Valle di Comino” commenta il dottor Leonardo Manzari.

I principali elementi del jazz sono dunque due: il ritmo e l’improvvisazione. Sicuramente Atina Jazz sarà ricca di ritmo e continuerà ad essere un richiamo per lo spettatore appassionato ma a differenza della musica jazz non sarà improvvisato. Tutto sarà programmato e studiato per fare in modo che ogni serata della trentaseiesima edizione possa essere un evento da ricordare. “Vogliamo fare in modo che lo spettatore sia coinvolto in prima persona nelle diverse giornate dell’evento per aumentarne ed amplificarne la tradizione e la qualità” confidano dall’entourage del Festival “Riaprirà tra l’altro, per questo scopo, anche il cortile dello storico Palazzo Ducale di Atina per accogliere gli spettatori nel pre, nel post e nel corso della serata oltre che per accogliere le anteprime del Festival con autori straordinari”. Sì, perché le serate di Atina Jazz saranno caratterizzate da tanta musica che partirà il prossimo 6 luglio e terminerà il 30 dello stesso mese. “Questo rappresenterà un grande sforzo organizzativo, ma siamo sicuri che il pubblico apprezzerà quanto abbiamo in programma” la chiosa del direttore artistico, Leonardo Manzari.

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