Casalvieri, festival delle storie: la giornata del salice bianco

  • Dove
    Indirizzo non disponibile
    Casalvieri
  • Quando
    Dal 02/09/2018 al 02/09/2018
    11.30
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Il festival delle storie chiuderà i battenti a Casalvieri domenica 2 settembre. Anche in questo caso il progonista è la natura con il salice bianco detto “l’albero delle madri” e simbolo di femminilità, oltre ad essere riconosciuto come l’albero dei Poeti e della Dea dell’ispirazione. L’amore eterno o l’amore impossibile? La fatica dell’amore quotidiano o quello cantato dai poeti, struggente e irraggiungibile? La fedeltà o la passione? Narrano che il salice bianco sia l’albero dei poeti, che canta parole fatate e le porta lontano inseguendo il vento. Il suo legno veniva utilizzato dai bardi per costruire le arpe e incantare gli ascoltatori. Ecco perché l’amore ispirato dal salice qualche volta è una bugia. Non sempre, però. Il salice ti mette in contatto con il mondo dei morti. Il suo potere di rigenerarsi continuamente lo rende caro alla Grande Madre, che accoglie nel suo grembo tutti i figli. Il salice bianco è il sogno umano, troppo umano, di andare al di là della morte.

11.30 Storia di un musicista di strada (Casa Lawrence Loc Serre, Picinisco) Carlo Pirozzi, Cesidio Di Ciacca, Enrico Rossi Presentiamo la nuova edizione del romanzo Wandering Minstrel (Musicista di strada) di Cagliardo Coraggioso, pseudonimo di Eugenio D’Agostino (Picinisco 1882 – Roma 1947), pubblicato per la prima volta nel 1938 dall’Oxford University Press e ora nella nuova versione curata da Carlo Pirozzi (Amazon, 2018). Wandering Minstrel racconta, con il tono di una bizzarra e incredula biografia e a volte con un ritmo incalzante da fiaba oscura, le vicissitudini del nostro autore che come tanti altri bambini e adoloscenti a fine del XIX secolo sarà costretto a emigrare in Inghilterra, sotto la protezione di un padrone, lavorando come musicista di strada.

13.30 “A pranzo con le storie” Pranzo con sponsor, istituzioni e staff al completo del Festival delle Storie. Casa Lawrence. Loc Serre, Picinisco.

18.00 L’educazione sentimentale delle ragazze. Miranda Miranda e Beatrice Mariani con Cristina Missiroli. I romanzi d’amore non finiscono mai: dai tempi di Jane Austen e passando dalla biblioteca per signorine della Salani non raccontano soltanto l’universo femminile ma sono la cartina di tornasole di una società, di una visione del mondo, di un modo di vivere. Ecco allora un saggio di Miranda Miranda su “Una vita da signorina” e il romanzo di Beatrice Mariani, che ridisegna i canoni del genere, con “Una ragazza inglese”.

19.00 Napoli ti vende l’immortalità . Massimo Nava .Magia, esoterismo, immortalità, malavita e come simbolo di tutto questo la cappella del principe di San Severo. La storia di Napoli si mischia e si confonde col presente, e tiene insieme esoterismo e finanza internazionale, gerarchie ecclesiastiche e colletti bianchi della camorra e tutto il demi-monde della cosiddetta «zona grigia»: aristocratici decaduti ma ferocemente attaccati ai simboli del perduto splendore, professionisti rampanti, donne più o meno fatali. Massimo Nava ci racconta il suo ultimo romanzo: “Il boss non muore mai”.

20.00 Le ricette di casa Vissani. Gianfranco Vissani .Esuberante, pronto alla battuta, istrione, ha legato il suo volto alla televisione dove sì cucina e suggerisce questo o quel trucco per la massaia a casa. Gianfranco Vissani svela l’arte dello chef e racconta gli ingredienti della sua vita.

21.00 I mediocri non muoiono mai Amleto De Silva .L’esemplare vicenda del surreale Augusto Germano Poncarè, simbolo di una schiatta impossibile da estirpare, stimato intellettuale senza esserlo davvero, individuo capace di passare indenne attraverso il Fascismo e il ‘68, frequentando Croce, Moravia, Flaiano e Pasolini, in un mondo delle lettere che sembra non avvedersi dell’equivoco e sullo sfondo di una Salerno corrotta, animata da personaggi mediocri e arrivisti.

22.00 Siamo tutti come Rocky Balboa Duccio Forzano con Paolo Noseda .Come Rocky Balboa anche noi ci ritroviamo a schivare i colpi della vita che potrebbero metterci al tappeto. Duccio Forzano è uno dei più grandi registi televisivi, basta ricordare il Sanremo di Baglioni e “Che tempo che fa” con Fazio. Qui racconta con Paolo Noseda la storia e i retroscena della televisione italiana, specchio della nostra vita.

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