Ceccano, I festival di filosofia in ciociaria

Da venerdì 13 a domenica 15 luglio si terrà a Ceccano il I festival di filosofia "Restiamo umani", questo il programma:

Venerdì 13 luglio
 

- Ore 17:00
RESTIAMO UMANI, Introduzione alla I Edizione del Festival di Filosofia in Ciociaria. di Filippo Cannizzo

- Ore 17:30
Arcipelago fragilità (a cura di Roberto Gramiccia) Oggi, nel mondo dell’arroganza e della sfrenata competizione, che moltiplica solitudini e diseguaglianze, esplode con maggior consapevolezza il tempo della fragilità. Indagando rapporti spesso segnati da umana sofferenza, tormento e fragilità, proveremo a scoprire se nella natura stessa della fragilità può essere riposto il segreto del suo superamento.

- Ore 18:30
Granma82 - Nella stanchezza ardente del mio sangue – spettacolo teatrale (a cura di acquasumARTE) di e con Maurizio Capisani, Sabrina Conte Spettacolo ispirato liberamente al libro “Elogio della fragilità”

- Ore 21:30
Amico fragile – spettacolo musicale (a cura di Federico Palladini) di Federico Palladini (voce e chitarra) e Massimo Campasso (percussioni) Incursioni musicali di Gaia Masi, Leonardo Massa e Alessandra Titocci Viaggio nel mondo della fragilità raccontato da Fabrizio De André (e da altri cantautori italiani) attraverso le canzoni, in cui prendono vita le storie dei diversi, dei vinti, degli incompresi, dei reietti, della maggioranza: le anime salve.

Sabato 14 luglio
 

- Ore 10:00
Resistenza e scoutismo clandestino: le Aquile Ribelli (a cura di Veronica Fiorelli) Quando Mussolini decretò lo scioglimento dei reparti scout con le leggi fascistissime, il lupetto Ciacco, del gruppo Milano II, pronuncia la sua promessa entrando nella famiglia scout: è l'inizio per il gruppo milanese dell'impegno di resistere "un giorno in più del fascismo". Nel corso della lezione, attraverso la lettura del libro "L'inverno e il rosaio", raccolta di lettere e diari delle Aquile Randagie negli anni '28 - '46, verrà approfondita l’esperienza dello scautismo clandestino e del suo rapporto con la resistenza italiana. Interventi musicali di Leonardo Massa

- Ore 11:30
Le nozze di Francesco e di madonna Povertà – Paradiso XI (a cura di Fausto Pellechia) A partire dalla scelta del nome di Francesco da parte del gesuita José Mario Bergoglio, in cui è presente, in un certo senso, la replica del contesto teologico della lauda di S.Francesco nel canto XI del Paradiso di Dante, la lezione affronterà “le mistiche nozze” di Francesco e madonna Povertà, mettendo in luce come queste evidenzino il carattere originale della vita evangelica estranea a ogni canonizzazione giuridica. Infatti, in questo senso la Povertà autentica consiste nel rifiuto dell’animus possidendi e delle formule del diritto.

- Ore 15:00
Commessi viaggiatori della Costituzione e processi agli autori nell’Italia degli anni Cinquanta (a cura di Pasquale Beneduce) Attraverso alcuni processi celebri degli anni Cinquanta a scrittori e sindacalisti, si intende ricostruire lo sguardo spiazzante su un Paese nascosto e mai visto fra la vecchia legalità dei codici fascisti e dei testi unici di pubblica sicurezza e la Costituzione, la nonviolenza e le cariche della celere, gli scioperi a rovescio e la censura. "Cronisti morali" della nuova Italia, militanti e scrittori si ritrovano a processo, per aver restituito la voce, dal basso in alto, agli staccati dalla storia (così Dolci) e ai banditi dallo sviluppo e dalla speranza.

- Ore 16:30
La solitudine delle donne (a cura di Adele Rodogna) Nel volume di recente pubblicazione, “Le solitudini delle donne molisane ai tempi della prima grande ondata migratoria”, l’autrice intende analizzare il ruolo delle donne e l’evoluzione dell’istituzione famiglia (con attenzione particolare al Molise) dalla seconda metà dell’Ottocento al 1924, correlando la sua riflessione ai seguenti eventi: la distribuzione della ricchezza tra produzione e riproduzione della forza lavoro, le partenze migratorie, la conflittualità e le gerarchie sessuali, la violenza di genere e, soprattutto, l'adulterio, con particolare attenzione con il fenomeno delle "vedove bianche", la cui documentazione è frutto di un impegno di scavo archivistico sulle fonti processuali dell'epoca (raccolte attraverso gli incartamenti delle sentenze emanate dal 1868 al 1924).


- Ore 18:00
“Sebben che siam donne”: storie di donne e della resistenza taciuta (a cura di Paola Bucciarelli) A partire da una riflessione sulla fragilità femminile, che rappresenta l’unicità delle donne e spesso la loro vera forza, verrà mostrato come ciò sia vero per le donne che fecero la Resistenza. Dopo un breve inquadramento del periodo della Resistenza, verranno analizzate alcune biografie di partigiane, delineando i caratteri della Resistenza al femminile. Inoltre, tramite il racconto diretto, verrà messo in evidenza come l’esperienza della Resistenza abbia rappresentato una nuova importante tappa del percorso di emancipazione femminile. Interventi di:  Fiorenza Taricone, Università degli Studi di Cassino;  Lidia Menapace, partigiana, Letture di Arianna Rossi, Interventi musicali di Federico Palladini e Leonardo Massa

* Nel corso dei tre giorni della I Edizione del Festival di Filosofia in Ciociaria, gli interventi teatrali saranno a cura di Arianna Rossi e Stefano Pennacchi
 

Domenica 15 luglio
 

- Ore 10:00
Menti estese. Il sottile confine tra fragilità e potenziamento (a cura di Sara Ferracci) Una questione molto dibattuta nell’ambito della cosiddetta Philosophy of Mind è il concetto di mente estesa. Non è infatti considerabile come una sorta di “fragilità moderna”, se così vogliamo intenderla, il fatto di doversi costantemente appoggiare a strumenti esterni, che vanno dai più banali, quali quaderni, post-it ed altro, fino ad arrivare ai più tecnologici, quali computer, cellulari, ma anche dispositivi di mixed reality o sostegni di varia natura che comprendono l’utilizzo di IA? Certo ad un primo sguardo si potrebbe pensare che tali strumenti debbano piuttosto essere considerati come potenziamenti della nostra cognizione e difatti lo sono. Ma se dovessimo pensare di eliminarli, di rimuoverli, di farne a meno in ambito di determinati compiti, ecco che allora non ci sentiremmo forse spaesati? Non diventerebbero appunto delle debolezze e quindi occasione di fragilità? Oppure, al contrario, tirando in ballo anche una dimensione più sensoriale oltre che cognitiva, tali strumenti vengono piuttosto in soccorso a differenti tipologie di fragilità umane.

- Ore 11:30
Pinocchio: l’avventura di diventare un bambino vero (a cura di Daniela Mastracci) Pinocchio può essere letto come la storia della Natura che diviene Umana. Il legno, l'uomo che lo lavora, l'uomo che lo cura, oppure lo trascura, oppure ancora che lo usa. Dal legno si scolpisce un ente dalle sembianze di bambino: ma il legno sorprende, perché da esso emerge una Voce, che ride o che piange, e due Occhi birichini, ma a tratti tristi. Ci sarà un bambino nascosto nel legno? Lo possiamo scoprire leggendo le sue avventure. Interventi musicali di Federico Palladini e Marco Francomano

- Ore 15:00
Fragilità biologica e fragilità umana: una storia ininterrotta (a cura di Massimo Stanzione) La condizione umana è radicata nel mondo della vita. Di conseguenza non ha un centro stabile. Sotto tutti gli aspetti tradizionalmente invocati come garanti della sua unicità (linguaggio, cultura e psiche) l'umanità resta tributaria di processi naturali, oggi parzialmente meglio compresi, ma certamente non in modi definitivi né lineari. Siamo fragili come il mondo che ormai dominiamo, ma in effetti ancora non controlliamo.”

- Ore 16:30
Cervantes: letteratura e follia (a cura di Giuseppe Grilli) L’identificazione tra Cervantes e il suo personaggio pervasivo, Don Chisciotte, è ricorrente. Spesso, però, l’identificazione o sovrapposizione tra Cervantes e Don Chisciotte è stata tacciata di superficialità e combattuta, particolarmente con le armi della filologia. In tal senso la dicotomia letteratura e follia è apparsa (quasi) una sintesi tra una richiesta di rigore interpretativo e un’altra di libero sfogo, di fuoriuscita dal sistema. La domanda che oggi però, almeno una parte di critica si pone è se la serietà del personaggio non sia altro che una maschera della follia. Dar conto del mondo, specialmente con gli strumenti del comico, non è forse, infatti, l’essenza del pensiero di Cervantes come volle definirlo/intuirlo Americo Castro nel suo libro indimenticabile del 1925? A siffatta domanda proverà a dare risposta questa lezione.

- Ore 18:00
Fragile come una tela di ragno. Leonardo Sciascia e il potere (a cura di Toni Iermano) Leonardo Sciascia è stato, per tutta la vita, un uomo "contro". La sua lucidissima intelligenza critica, irrobustita da un atteggiamento fermamente antidogmatico, ha messo a nudo le assurdità e le contraddizioni di un Potere che solo a uno sguardo superficiale appare stabile e monolitico e che, in realtà, è attraversato da una profonda fragilità.

- Ore 19:00
La notte, il mattino, il fanciullo: Aldo Capitini e la filosofia del mattino (a cura di Francesco Postorino) La notte è il linguaggio del male, il buio che ferisce e insulta l’essenza della fragilità. É esistita una notte fascista, notoriamente combattuta con afflato religioso da Capitini, e continua a trionfare la voce della prima vita, del fatto bruto, che oggi urla nell’epoca del nichilismo. Il mattino è la speranza di un altrove, è l’attimo che non può fuggire, il nuovo evento che deve unire adesso (non domani) i corpi della fragilità. La nascita del fanciullo può consentire l’inedita realizzazione del mattino. La realtà, dunque, può essere liberata solo da chi diviene bambino innocente.

- Ore 21:30
Ceccano, Ciociaria e Filosofia (a cura di Andrea Selvini) Visita guidata e spettacolo di Cultores Artium Per tutta la durata della I Edizione del Festival di Filosofia in Ciociaria “Restiamo umani” verrà esposta, nei locali di svolgimento dell’evento, una mostra fotografica a cura di Ilaria Capogrossi e Luisa Ceccotti (2.0 Fotografi), dal titolo: “IO SONO”. IO SONO è il progetto fotografico di Ilaria Capogrossi e Luisa Ceccotti, un reportage e un ritratto sociale di immagini piene, profonde ed ordinate. Un progetto che nasce con l’intenzione di provare a rendere l’umanità protagonista attraverso il ritratto fotografico in una società che in molti casi non sa nemmeno riconoscerla come tale. Il risultato consiste in una serie di volti a grandezza naturale, in cui il soggetto si impone sull’osservatore con un forte impatto visivo. Un progetto che permette ai protagonisti delle fotografie, tutti diversi per età, sesso, orientamento, fragilità, estrazione sociale, di emergere per occupare e/o riconquistare l’attenzione che ogni persona dovrebbe meritare.

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