Cultura

8 marzo: Non una di meno, giornata di sciopero e manifestazioni per i diritti delle donne

Potrebbe apparire anacronistico ed invece le donne di 40 paesi circa si uniranno l’8 marzo prossimo non in una cena o per locali ma in uno sciopero, in una manifestazione per  sottolineare i propri diritti. Niente mimose, niente fiori e niente...

Potrebbe apparire anacronistico ed invece le donne di 40 paesi circa si uniranno l'8 marzo prossimo non in una cena o per locali ma in uno sciopero, in una manifestazione per sottolineare i propri diritti. Niente mimose, niente fiori e niente cioccolatini.

Vestite di nero con un accessorio fuxia, i colori scelti per la protesta, ogni donna manifesterà a suo modo. Una giornata in cui sperimentare e praticare forme di blocco della produzione e della riproduzione sociale, reinventando lo sciopero come vera e propria pratica femminista a partire dalle forme specifiche di violenza, discriminazione e sfruttamento quotidiane subite dalle donne in ogni ambito ogni giorno. Sarà una giornata all'insegna della 'sottrazione', una giornata senza le donne. Non esiste una sola forma di sciopero . Diverse sono le condizioni di lavoro e diverse le condizioni di vita. Lo sciopero coinvolgerà lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse, casalinghe. Se sei precaria e non ti è garantito il diritto di scioperare, si può chiedere un permesso con conseguente astensione dal lavoro. Per chi lavora in nero o in modo saltuario si possono organizzare iniziative di sostegno materiale e casse di mutuo soccorso. "Ni una menos" è la sfida lanciata dalle donne argentine in tutto il mondo, per chiamare alla lotta e allo sciopero globale contro la violenza maschile sulle donne. Al grido "Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo!" una moltitudine di donne invaderà le nostre piazze contro la discriminazione sessista a livello professionale con stipendi più bassi per le donne rispetto agli uomini, contro le discriminazioni e i femminicidi, la cattiva informazione , per reclamare il diritto all'aborto libero e perché nessuna sia obbligata alla maternità, contro il confino domestico, contro la competizione tra donne, contro tutte forme spinte dal mercato e dal modello della famiglia patriarcale. Una giornata importante, 24 ore di sciopero per vedere affermata la dignità di ogni donna, indipendentemente dalla sua qualifica professionale, ceto o status..ma intrinseca alla sua condizione di donna.

Alessandra Francesconi

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