Ancora una volta con Lozzi la Ciociaria presente alla Biennale

Una presenza di cui va ringraziato Maurizio Lozzi, Sociologo e Giornalista

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

Anche quest’anno la Ciociaria sarà presente a Venezia per la 74^ Mostra Internazionale del Cinema. Una presenza di cui va ringraziato Maurizio Lozzi, Sociologo e Giornalista, invitato a partecipare con un suo saggio intitolato “PPP ovvero periferie, provocazioni, pubblico”, al volume intitolato “Le città invivibili. Bulli ed eroi nella filmografia di Caligari e Mainetti ”, curato da Paola Dei per i tipi della Efesto Edizioni e che sarà proposto al pubblico nel corso della tradizionale kermesse veneziana dedicata al cinema.

Ed ovviamente di cinema tratta questa nuova opera editoriale che lunedì 4 settembre, alle ore 13, sarà presentata all’interno dello spazio istituzionale della Regione Veneto, allestito presso l’Hotel Excelsior al Lido, e messo appositamente a disposizione dell’XI Edizione della rassegna  promossa dal Centro Studi di Psicologia dell’Arte e Psicoterapie Espressive dedicata alla filmografia internazionale. A dirigere artisticamente l’iniziativa è stato chiamato Franco Mariotti, popolare giornalista, operatore culturale e storico collaboratore del film “Otto e mezzo”, che l’anno scorso, in associazione con l’Istituto Luce di Cinecittà, realizzò il film documentario “Alcide De Gasperi - Il miracolo incompiuto”.

Attraverso diversi piani di osservazione, dovuti ai tagli disciplinari degli altri autori che con Lozzi hanno realizzato l’opera, il volume ha voluto mettere a nudo diverse problematiche di scottante attualità e le tre P usate dal Sociologo ciociaro per intitolare il suo saggio, intenzionalmente hanno voluto ricordare Pier Paolo Pasolini, il primo nel cinema italiano a indagare le difficoltà del vivere nelle periferie delle grandi città, la metafora dell’incomunicabilità e l’incertezza del futuro senza possibilità di riscatto. “Condizioni queste – precisa Lozzi - ancora oggi immutate e a cui vanno ad aggiungersi fenomeni preoccupanti come la dipendenza da Internet o il cyberbullismo, davanti ai quali, e questo davvero lo insegna il cinema, le uniche armi che ci restano per lottare contro ‘il grande nulla’ – che il cinema narrò metaforicamente nel film “La storia infinita” - continuano ad essere i sentimenti autentici, come l’amicizia e l’amore”.

Numerose le associazioni e gli organismi legati al mondo cinematografico che hanno sostenuto l’edizione del libro e che dopo la presentazione del libro premieranno il regista Gabriele Mainetti.

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