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Arpino come modello di Borgo nel Futuro. Un progetto rivoluzionario e d'avanguardia

"Riteniamo che nel dopo-coronavirus assisteremo ad un sensibile rallentamento del fenomeno dell'abbandono dei borghi –  dichiara l'Architetto Calselli – a cui dovrà corrispondere una immediata risposta, da parte della pubblica amministrazione"

Arpino come modello di Borgo nel Futuro. Il progetto, già di portata rivoluzionaria, si pone come soluzione d'avanguardia, oggi, con la drammatica crisi dovuta al Covid19.

Arpino, città candidata a Capitale Italiana della Cultura 2021, pone le basi per il Borgo del Futuro. Il progetto, a cui si sta lavorando, ormai, da quasi un anno, nasce dalla consapevolezza della necessità dei piccoli borghi, italiani ed europei, di recuperare margini di competitività, rispetto al fenomeno dell'esodo dei cittadini residenti, verso i grandi nuclei urbani.

Un’ombra sembra proiettarsi verso le aree esterne alle grandi agglomerazioni urbane. Tutto ciò che non viene incluso, è aggredito da un fenomeno che le relega a entità sempre più frammentate, marginali che, nella peggiore delle ipotesi, diventano stoccaggio delle esternalizzazioni negative delle aree metropolitane. Ragioni produttive e di mercato stanno violando gli equilibri naturali, gli spazi sociali ed economici delle città e dei borghi incastonati nelle aree rurali urbane. Le piccole città che si salveranno, saranno quelle che, per tempo, sapranno programmare e progettare il loro futuro, offrendo la possibilità di vivere degnamente, alle comunità insediate e, dunque, limitando l'esodo o, addirittura, diventando attrattive, per nuove famiglie.

Questi sono i princìpi alla base del progetto di edificare una policy innovativa, affidato all'Architetto Luca Calselli, con Dario Biello e il gruppo di lavoro legato a Ri-Gymnasium, una rete di professionisti che lavora su progetti complessi di rigenerazione urbana e di valorizzazione territoriale. Il progetto, a cui sono coinvolti architetti di fama internazionale, è stato accolto, con favore, dall'amministrazione Provinciale di Frosinone e dai 91 comuni in essa compresi, che hanno aderito e che lo sostengono.

Il Consigliere Delegato alla Cultura, Avv. Niccolò Casinelli ha commentato: "Siamo convinti che le politiche culturali di un territorio possano virtuosamente essere interpretate e attuate anche in funzione servente il suo sviluppo turistico e, di conseguenza, economico-occupazionale. Parafrasando Salvatore Settis, con il suo "Se Venezia muore", si è posto il problema, di disarmante attualità – "Se Arpino muore" e, sulla spinta della candidatura a Capitale Italiana della cultura per l’anno 2021, si sta immaginando una “cultura” di ampio respiro, capace di improntare di sé tutti i settori della vita amministrativa, dall’urbanistica al generale assetto del territorio, dall’economia al welfare".

"Riteniamo che nel dopo-coronavirus assisteremo ad un sensibile rallentamento del fenomeno dell'abbandono dei borghi –  dichiara l'Architetto Calsellia cui dovrà corrispondere una immediata risposta, da parte della pubblica amministrazione. Una risposta che sia visionaria e che renda davvero attrattivi i borghi, le città minori, le aree rurali. Altrimenti il fenomeno ripartirà. Su questo già stavamo lavorando e, oggi, riteniamo ancora più urgente e necessario lavorare".

"Il turismo è uno dei settori più penalizzati dagli effetti del Coronavirus - dichiara Valentina Polsinelli, assessore al Turismo e Spettacolo del Comune di Arpino –. Lo stop ai grandi eventi e le cancellazioni delle prenotazioni presso le strutture ricettive stanno mettendo a dura prova l’economia dei piccoli centri, a favore dei quali cui occorre intervenire con progetti di ampio respiro, quale Arpino Borgo del Futuro, in grado di generare ricadute socio-economiche di contrasto al Coronavirus".

Il progetto Arpino Borgo Futuro sarà presentato, al pubblico e alla stampa, entro l'estate; "l’auspicio – conclude il Sindaco Renato Reaè che il lavoro di questi mesi, tradottosi in una proposta di ampio respiro, trovi nella Regione Lazio la consueta attenzione, consentendoci di muovere il primo passo verso un sistema di sviluppo integrato di un comprensorio vasto di cui Arpino si è fatta promotrice".

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