Artena, tutto pronto per la commemorazione per il 75esimo anno del bombardamento di S. Maria

Una tragedia talmente viva nel ricordo della comunità, che l’Amministrazione Comunale ne commemora da sempre le vittime

Il 31 Gennaio 2019, saranno settantacinque anni dalla più grande tragedia che ha colpito il popolo artenese nel XX secolo. Una tragedia talmente viva nel ricordo della comunità, che l’Amministrazione Comunale ne commemora da sempre le vittime. Sarà così anche Giovedì prossimo, quando la cerimonia sarà suddivisa in due parti.

Al mattino l’assessorato alla Cultura ha previsto un incontro nella sala consiliare del Granaio Borghese con gli alunni dell’Istituto Comprensivo Artena dal titolo: “Mai più! Dalla memoria rinasce il domani”. Sarà un incontro che ci permetterà di ricordare, oltre al bombardamento di Santa Maria, anche due altre grandi tragedie del novecento, la Shoah, l’olocausto perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, ricordato e commemorato nel Giorno della Memoria del 27 Gennaio, e le Foibe commemorate, invece, nelle Giorno del Ricordo del prossimo 10 Febbraio. Nel pomeriggio, intorno alle 15:00 la cerimonia a ricordo del Bombardamento di Santa Maria, si effettuerà nella Chiesa ricostruita, con una deposizione di corona d’alloro al monumento che ricorda le vittime della tragedia, i discorsi istituzionali, e la Santa Messa officiata dal vescovo diocesano Mons. Apicella.

Nel primo pomeriggio del 31 Gennaio 1944, la sirena della fabbrica di Colleferro cominciò a suonare. Questa volta non segnava l’inizio o la fine del turno lavorativo, segnalava, piuttosto, l’imminente arrivo degli aerei alleati per un eventuale bombardamento. Ad Artena, la giornata assolata, aveva invitato i residenti del Centro Storico a recarsi sul pianoro di Santa Maria per accogliere il primo sole dell’anno. Oltre alla popolazione vi erano molti fraticelli e alcuni frati francescani che si erano radunati nella Chiesa dopo che il Convento di Artena era stato requisito dalle truppe Tedesche. All’arrivo dei liberator canadesi, vi fu una fuga generale. I civili scapparono verso il centro storico e verso le loro case; i frati, invece, si rifugiarono all’interno della Chiesa, certi che le bomba non fossero indirizzate su un luogo Sacro. Ma non avevano fatto i conti con la ferocia della guerra che non guarda in faccia a nessuno: donne, bambini, vecchi, cimiteri, chiese, musei, templi. Le bombe colpirono in pieno la Chiesa di Santa Maria, uccidendo tutti quelli che vi avevano trovato rifugio: frati e fratini, oltre numerosi civili. Lo spettacolo che si parò davanti ai primi soccorritori fu struggente. La Chiesa era come accartocciata su se stessa e vi era rimasta in piedi solo la parete che racchiudeva l’Immagine della Madonna delle Grazie, tutt’intorno macerie e uomini privi di vita.

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