Attesa per l'uscita il 14 settembre del disco "Void Dimension" dei The Zoids

Una produzione ciociara a 360°: la band è di Ceccano, l'etichetta discografica è MiaCameretta di Morolo dove è situato anche lo studio di registrazione dove il disco è stato registrato e mixato, il VDSS Recording Studio

Si avvicina la data per l'esordio della band di Ceccano The Zoids. Uscirà infatti il 14 settembre l'album "Void Dimension" per MiaCameretta Records, etichetta discografica di Morolo (distribuzione fisica e digitale Goodfellas). Una produzione ciociara al 100% se si pensa che anche lo studio discografico dove il cd è stato registrato e mixato, il  VDSS Recording Studio di Filippo Strang, è anch'esso a Morolo.

È figlio della spontaneità, Void Dimension: della spontaneità legata alla creazione artistica, del magico scambio sintonico tra i musicisti, della sottile adrenalina prodotta dalle session nello studio di registrazione; ed è l'esordio dei ciociari. Pur trattandosi di un esordio, i The Zoids non difettano di esperienza: Francesco Salemme e Luigi Mosillo, rispettivamente chitarra/voce e basso/cori, hanno condiviso per quasi un decennio l'avventura targata At the Weekends. Completa la formazione la batteria di Domenico Benfante che, con le sue sue influenze hard- e glam-rock  ha inciso significativamente sul suono dell'album.

L'intervista esclusiva

​La band si fa conoscere grazie alle parole di Francesco, voce, chitarra e autore dei testi:

Come è nata l’idea dell’album “Void dimension”? Void Dimension non è un disco nato a tavolino, quindi non c’è una vera e propria idea di base. Siamo stati spinti dalla voglia di tornare a suonare dopo un lungo periodo di stop e prova dopo prova, nel giro di 5 mesi, ci siamo resi conto di aver tirato fuori 9 brani senza il minimo sforzo.

 C’è un filo conduttore nel disco? Il filo conduttore dei brani è indubbiamente l’amore. Amore non inteso solo come sentimento verso un uomo o una donna, ma anche verso una cosa, un’idea, un padre o una madre. Oltre di amore parliamo di vita e di tempo. Messi insieme sono i tre elementi che compongono il mondo parallelo creato nei nostri testi, nella nostra dimensione del vuoto: Si nasce, si ama, si aspetta.

A quale artista del panorama nazionale o internazionale vi ispirate? Ognuno di noi ha i propri miti e le proprie ispirazioni ma quando ci chiudiamo in sala non pensiamo mai di voler fare qualcosa alla “tizio” o alla “caio”. Facciamo un mix di quelli che sono stati i nostri ascolti fin da adolescenti: Coldplay, The Strokes, Ozzy Osbourne, U2, Motley Crue, ma anche cose più attuali come Kings Of Leon, Arctic Monkeys. Mixando insieme i nostri modi di suonare sono usciti questi brani che io non riesco ad accostare a nulla in realtà.

Con chi vorreste collaborare? Questa domanda è molto complicata. Pensiamo in grande? Julian Casablancas!!!

Atmosfere malinconiche, un mondo parallelo ‘fluttuante e distorto’ in cui spesso ci si rifugia estraneandosi dalla realtà. C’è un messaggio che volete far arrivare a chi vi ascolta? Onestamente no. Non vogliamo comunicare un vero e proprio messaggio. Vogliamo solo riuscire a far emozionare le persone che ascoltano il nostro disco facendogli vivere la nostra dimensione del vuoto. Abbiamo brani arrabbiati, brani tristi, brani apatici. Abbiamo messo in Void Dimension le emozioni che abbiamo provato per 6 mesi durante la fase di scrittura e ci piacerebbe far arrivare alle persone almeno un pizzico di quello che abbiamo sentito noi.

Progetti per l’estate oltre al Rock in Liri? Oltre al Rock in Liri abbiamo una data a Cassino il 27 Luglio. Per il resto sapevamo sarebbe stato un periodo di transito in cui dedicarci di più alla promozione che all’attività live. Passeremo l’estate a preparaci per l’autunno/inverno.

Scritto tra agosto e dicembre 2017 Void Dimension ha un'anima duale che si sviluppa attraverso 8 canzoni (più una bonus track, per un totale di 27 minuti) fatte di atmosfere malinconiche e chitarre graffianti, melodie orecchiabili e ritmiche serrate. Potrebbe esser visto come una sintesi ideale tra il beat anni '60 e l'indie a stelle e striscie a cavallo tra '80 e '90, le chitarre di strokesiana memoria e il basso à-la Adam Clayton (U2), il tutto filtrato attraverso una produzione che cerca una decisa contemporaneità. Nelle liriche invece i The Zoids creano come un mondo parallelo dove tutto è un pò fluttuante e distorto: una sorta di sogno in cui continuamente si cerca la serenità. Tre i concetti attorno ai quali ruotano: vita, amore, tempo. Secondo Francesco, l'autore dei testi, “si nasce e si vive per amare con il tempo a scandire gli attimi che si susseguono, per alcuni velocemente per altri meno.” Quando viene a mancare uno di questi elementi, nel mondo astratto dei The Zoids si riazzera tutto, non si vive più bene, si prova dolore e rabbia, e tutto può sembrare vuoto. Void Dimension, appunto

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