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Borgio Verezzi, Il sogno shakesperiano inaugura il 49esimo Festival

Dopo la spumeggiante anteprima con “Laurette de Paname”, l’applauditissimo show di Laure Bontaz, il 49° Festival di Borgio Verezzi, dedicato alla Francia, si inaugura ufficialmente, come da tradizione, con un testo classico, sia pure rivisitato in...

Dopo la spumeggiante anteprima con "Laurette de Paname", l'applauditissimo show di Laure Bontaz, il 49° Festival di Borgio Verezzi, dedicato alla Francia, si inaugura ufficialmente, come da tradizione, con un testo classico, sia pure rivisitato in chiave napoletana da Ruggero Cappuccio: da giovedì 16 a sabato 18 luglio, in prima nazionale, in piazza Sant'Agostino (ore 21,30) va in scena "Sogno di una notte di mezza estate", liberamente ispirato alla commedia di Shakespeare. Protagonisti Isa Danieli (Titania), Lello Arena (Oberon) e Fabrizio Vona (Puck). Con loro anche Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese e Antonella Romano. La regia è di Claudio Di Palma. Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie, riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano. Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il "Sogno" per cercare ulteriori rifrangenze all'incanto musicale della lingua di Shakespeare. La regia di Claudio Di Palma e la scena di Luigi Ferrigno (i fantasiosi costumi sono di Annamaria Morelli, le musiche di Massimiliano Sacchi e i burattini di Selvaggia Filippini) ne assecondano la lettura, trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon. Il 17 luglio, in collaborazione con il gemellato Plautus Festival di Sarsina e il Centro Diego Fabbri di Forlì, e con il sostegno di Rotary Club Imperia e Handarpermare Onlus di Imperia, sarà praticata per la prima volta al Festival l'audiodescrizione per non vedenti e ipovedenti, ai quali in cuffia, dalla cabina di regia, un attore addestrato, senza sovrapporsi ai dialoghi e alla colonna sonora, racconterà quel che accade sul palcoscenico, compresi particolari come i dettagli scenografici, i movimenti e le espressioni degli interpreti. (fonte : Ufficio Stampa Festival, Viola Sbragia)

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