Ceccano, un viaggio nell’antica e famosa Contea

Tra storia, Castelli, boschi, chiese e leccornie gastronomiche in una città che è una perla della Ciociaria

Ceccano, su un colle che domina la Valle del Sacco, è stata il centro del mondo per qualche secolo, il posto dove si prendevano le più importanti decisioni che influenzavano tutta Europa. Il borgo antico nasce attorno ad un castello che nel tardo medioevo era il centro di una vasta contea ai confini dello Stato Pontificio.

Ceccano e i suoi castelli

Il castello da cui si domina tutta la valle nel medioevo e per circa 5 secoli è stato il centro della Contea dei Conti di Ceccano che andava dai monti Lepini fino alla valle dell’Amaseno e oltre. Non si conoscono bene le origini della famiglia (alcuni sostengono sia longobarda altri sia discendente da Petronio Ceccano) ma quello che è certo che la storia è passata da Ceccano per secoli. I Conti non hanno avuto papi ma molti cardinali famosi, come il cardinale Stefano che aveva fondato l’abbazia di San Galgano, quella della spada nella roccia. Alla famiglia apparteneva anche l’eroina Donna Egidia, la prima donna a compiere il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. E qui si è complottato per lo schiaffo di Anagni contro i Caetani di papa Bonifacio VIII. Dopo il tramonto della famiglia, il castello viene usato poi a lungo come un carcere chiuso nel 1973, e si possono ancora leggere alcuni graffiti e iscrizioni dei prigionieri. Oggi è uno dei centri culturali del paese dove si trascorrono momenti piacevoli come il Ballo di Carnevale, meta di molti turisti stranieri e numerose manifestazioni. Nel novecento Ceccano torna famosa con Castel Sindici, un elegante palazzo progettato dallo stesso architetto dell’altare della Patria di Roma, che è stato un punto di ritrovo di grandi artisti come Gabriele Dannunzio. Qui si produceva il famoso vino bianco frizzante Castel Sindici, grazie ad un enologo, Stanislao Sindici che importò e fece attecchire a Ceccano il vitigno del cabernet francese.

La tenuta nel 1928 è stata dichiarata Zona di Interesse Artistico Nazionale e la visita alle antiche cantine dei sotterranei del castello è una vera esperienza, si possono le botti incassate nella pietra dove veniva conservato il vino.

Le tante chiese di Ceccano

Passeggiare per le strade di Ceccano vuol dire anche osservare alcune particolari chiese che sono state dichiarate monumento di interesse nazionale. Segnaliamo la bellissima collegiata di San Giovanni Battista, realizzata sui resti delle mura poligonali, con il suo interno barocco con un organo settecentesco e una pala di altare attribuita al Guercino mentre la sagrestia conserva affreschi medioevali. La chiesa abbaziale di San Nicola, sorta lì dove una volta c’era un bosco fuori alle mura del paese, che risale al 1096 e il Santuario di Santa Maria a Fiume nato su un tempio romano dedicato a Faustina, moglie dell’imperatore Antonino Pio. La storia di questa chiesa è particolare perché era stata distrutta durante la seconda guerra mondiale e si era salvata soltanto la statua della vergine.

L’ultima foresta di pianura

A Ceccano si passeggia nel Bosco Faito che dal 2009 è stato dichiarato Monumento Naturale e rientra tra le aree protette regionali. Una distesa di 300 ettari caratterizzati da aree pianeggianti, piccoli rilievi dai versanti più o meno ripidi e stretti canali alimentati da falde acquifere superficiali nella quale poter incontrare il tasso, l’istrice, la volpe, la poiana e tante altre specie animali di notevole pregio. Tra le esperienze speciali da vivere, oltre all’osservazione delle stelle nelle notti di estate dal bastione del castello medievale, si può prendere parte ad alcune famose manifestazioni sportive come la Stra-Ceccano a maggio e il famoso Rally della Contea di Ceccano a giugno, una delle più famose competizioni italiane. Da non perdere la festa del patrono San Giovanni Battista con la famosa festa della notte della Contea.
 

La buona cucina

La cucina di Ceccano è quella tipica ciociara con strozzapreti, sagna, maccaruni e le salcicce alla ceccanese. Una delizia: sono tornati a distillare i famosi liquori della tradizione come la Ratafia, il cui nome è legato all’abitudine dei notai di festeggiare con un bicchierino di liquore la ‘ratifica’ di un atto o una transazione commerciale. La ratafia viene fatta con le amarene macerate al sole insieme al vino rosso con l’aggiunta di alcool e zucchero.

Un paese animato da feste e sagre e da un grande spirito di accoglienza che vi porterà alla scoperta dei segreti dell’antica contea.

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Foto di Alberto Bevere, Sara Carallo, Giuseppe Bucciarelli, Andrea Selvini

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