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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Dopo la presentazione a Cannes, La pazza gioia di Paolo Virzì esce in sala

Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi) è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e forse amica di potenti. Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti) è una donna magra e molto fragile che racconta poco di sé. Le due si...

Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi) è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e forse amica di potenti. Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti) è una donna magra e molto fragile che racconta poco di sé. Le due si incontrano nell'istituto di recupero per donne con disturbi mentali in cui vengono ricoverate dopo aver commesso dei reati. Il destino offrirà loro l'occasione di fuggire alla ricerca di un po' di felicità al di fuori di quelle mura.

Dopo Il capitale umano, thriller sulla borghesia padana, Virzì torna nella sua Toscana, sembra far impazzire la protagonista del suo precedente film e le fa incontrare una ragazza che non appartiene alla sua classe sociale e incredibilmente, fa nascere un'amicizia tra le due.

Se il personaggio della Bernaschi, ne Il capitale umano, era perfettamente tarato sul temperamento aristocratico e distaccato che normalmente si associa a Valeria Bruni Tedeschi, la sua interpretazione di Beatrice è al polo opposto. Come dice la stessa interprete durante la conferenza stampa, per immedesimarsi nel personaggio diceva al suo superio di mettersi da parte, di non farsi vedere per la durata delle riprese. Ne risulta infatti una interpretazione istintiva e coinvolgente, allo stesso tempo ci vediamo attratti e respinti da questa donna un tempo parte del “jetset” italiano.

Anche Donatella ha difficoltà a interagire inizialmente con Beatrice, nella quale poi trova in un'ancora di salvezza, qualcuno che finalmente si cura di lei e che tiene a lei, come nessuno fino a questo momento ha mai fatto. Le due donne sono complementari e tratteggiando il ritratto della loro follia, Virzì parla anche della follia del mondo normale, che forse ha portato queste due donne nell'istituto.

Su tutte, si vede come questa dinamica sia possibile quando le due ritornano alle loro “case” prima della casa di cura: due luoghi in cui la fragilità delle due donne è probabilmente stata esposta e portata a rottura.

L'assenza di amore è quello che manca di più a queste donne che si fanno forza l'un l'altra per trovare un modo per guarire.

Il film è anche uno sguardo sul mondo degli OPG appena chiusi, e sfiora la discussione sul trattamento e il recupero di chi soffre di disagi mentali gravi: le altre pazienti di Villa Biondi, dove si trovano le protagoniste, sono infatti veri pazienti degli ospedali psichiatrici di Pistoia.

Selezionato nella sezione della Quinzaine des réalisateurs al Festival di Cannes2016, dove verrà proiettato il 14 maggio, il film è atteso in sala in 400 copie dal 17 maggio.

Alice Vivona

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