E' in sala Baby Driver, con Jon Hamm e Jamie Foxx. Recensione

Baby (Ansel Elgort) è un autista particolare. Lavora con Doc (Kevin Spacey) che organizza furti di grossa portata, in banche e uffici postali. E' il solo elemento ricorrente di una banda che cambia ad ogni colpo.

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Baby (Ansel Elgort) è un autista particolare. Lavora con Doc (Kevin Spacey) che organizza furti di grossa portata, in banche e uffici postali. E' il solo elemento ricorrente di una banda che cambia ad ogni colpo.

Baby deve pagare un debito contratto con Doc quando era più giovane, manca poco per essere in pari e forse anche alla libertà. Se non fosse che Doc non la pensa esattamente così e si mette in mezzo nel piano di fuga di Baby con la cameriera di cui si è innamorato.

Edgar Wright è il regista di questo film. Al suo secondo (e mezzo) film americano, si è prima guadagnato una buona fetta di fan e di affetto con la rinomata “Trilogia del Cornetto”, composta da tre film realizzati nella natia Gran Bretagna, scritti insieme con Nick Frost e Simon Pegg: Shaun of the dead - L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz e La fine del mondo. Poi il film sull'attacco alieno Attack the block in cui si mettevano insieme alieni e ragazzini della periferia di Londra, e si lanciava John Boyega (poi in Star Wars), quindi il primo film negli Stati Uniti: Scott Pilgrim vs the world, tratto da un fumetto, realizzato come un fumetto.

Arriva la prima grande delusione: la Marvel gli assegna Ant-man e poi glielo toglie, il suo nome rimane solo accreditato per la sceneggiatura.

La delusione brucia tanto che il regista dice di non aver mai visto il film.

La curiosità di vedere come sarebbe stato un film Marvel con lo stile di Edgar Wright c'è, anche se è evidente che forse alla casa di produzione hanno avuto la preoccupazione che diventasse un nuovo Lanterna Verde diretto da Michel Gondry: troppo personale, con il rischio di essere fallimentare al botteghino.

Baby Driver inizia con una sequenza di apertura a metà strada tra il film di rapina anni settanta e Fast and Furious, una scena rumorosa, piena di avvenimenti, inquadrature di durata infinitesimale.

La giusta presentazione del film, che poi prosegue, sui titoli di testa, con il suo esatto opposto: un pianosequenza di cinque minuti perfettamente coreografato.

E' una pellicola bella da vedere, una gioia per gli occhi, divertente e attento ai minimi dettagli. Molti riferimenti nerd e una colonna sonora guidata dal protagonista.

Il film è sostenuto da una cura quasi maniacale per il ritmo e per l'audio sincronizzato con la scena perfettamente. Pare infatti che Wright abbia scelto prima la colonna sonora (musica soul e rock degli ultimi venti anni) e poi abbia girato sulla loro base. Un virtuosismo che tiene fino a quando la storia non si complica, ed entra in scena Pazzo, interpretato da un feroce e bravissimo Jamie Foxx, e quindi diventa più complicato seguire musica, ritmi, immagini e Jamie Foxx impazzito che divide la sua follia anche con Buddy, interpretato da Jon Hamm, qui in un ruolo completamente agli antipodi rispetto al Don Draper di Mad Men.

Il film è in sala dal 7 settembre, Edgar Wright è in giuria del concorso di Venezia 74, la trama si fa interessante.

Alice Vivona

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